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Sono il bene e il male.
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Odi et Amo
Amo

Leggere...perdermi per un attimo in un altro mondo;
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Cucinare e mangiare.



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L'ipocrisia, il vittimismo, il menefreghismo, spesso me stessa...odiare.
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Il gioco dovrebbe essere considerato l'attività più seria dell'infanzia. (Montagne)



Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. (Elogio alla Follia)



Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (Mark Twain)



Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)



E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità. (Madre Teresa di Calcutta)



Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi. (Herman Hesse)



La tierra no es una herencia de nuestros padres sino un prestamo de nuestros hijos. (antiguo refran indio)



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Son tornata siore e siori... preparatevi al peggio! [paura eh?!]
Questo non fa ridere.
Avrei tante cose da dire.
Intanto mi era passata la voglia di scrivere. Non avevo voglia di raccontare della brutta litigata con E., per esempio.
E' successo l'altro pomeriggio ed è passato un giorno prima che riuscissimo a  parlarci civilmente. E' che mi manda in bestia quando continua ad insistere col suo "perchè sei incazzata?" quando gli dico che non ho niente. Non riesce ad accettare che io qualche volta sia semplicemente triste, senza un motivo definito.
Mi sta sul cazzo che fili tutto liscio finchè sorrido e sono MissPerfezione mentre appena mi rabbuio un po' per lui sono automaticamente incazzata e comincia a dirmi di smetterla di fare così. Capisco che lui soffra nel vedermi stare male ma mi fa davvero inbestialire non poter avere qualche momento di dobolezza. Lo so benissimo che sono lunatica e starmi accanto quando sto male è quasi impossibile perchè non mi va bene quasi nulla. Ma credo di avere il diritto di stare male.
A volte mi chiedo se non sono troppo buona. Perchè a parte i momenti in cui sto male (che tra l'altro, sono diminuiti considerevolmente) faccio per lui cose che non tutte le ragazze fanno. Non è che glielo voglia rinfacciare, tutto quello che faccio lo faccio con piacere. Alcune cose sono dei piccoli sacrifici, ma i sacrifici fanno parte di un rapporto se si ama una persona. Ma ho paura che questi sacrifici vengano presi come cose normali e scontate con il tempo e che quello che faccio non venga tenuto con la dovuta considerazione. Non mi piace sentirmi usata.
Prima mi è venuto un po' il magone perchè ho visto che E. ha stretto amicizia su facebook con la ragazza con cui stava quando ha conosciuto me. Non mi ha detto niente e la cosa mi rode un po' (anche se effettivamente non me l'ha nascosto, dato che io posso vedere le sue amicizie). E' un po' gelosia, un po' paura di perderlo, un po' invidia perchè vedo la sua lista degli amici crescere...
Ultimamente è super preso con facebook. Sempre a scriversi con gli amici con cui si trova a giocare a softair ogni tanto, a postare video e foto della sua nuova pistola per giocare (comprata dalla sottoscritta).
Si, mi sa che mi rode non essere al centro dell'attenzione.
Il pensiero di trovarmi un giorno da sola non mi piace.
Non so mai cosa ne sarà di me nel futuro. Va beh, nessuno conosce il proprio futuro ma a me sembra che qualsiasi cosa decida di fare della mia vita, ogni piano potrebbe venire spazzato via in un batter d'occhi.
Mio padre ogni volta che lo chiamo continua a ripetermi come sia drammatica la situazione lì. Sembra cerchi di farmi sentire in colpa perchè ha bisogno di me e io invece non l'ho seguito.
Ho talmente tanti pensieri per la testa...è per questo che mi da fastidio dover anche pensare a ogni cosa che faccio , che dico, ad ogni espressione del mio volto, al tono della voce perchè potrei venire fraintesa.
Come faccio a pensare di farmi un corso di lingua o di disegno se ho paura che tra qualche mese mio padre mi sbatta fuori di casa perchè non faccio quello che vuole lui? Come faccio a spendere soldi in corsi, in nuoto o ginnastica se penso che potrei aver bisogno di quel denaro per andare in affitto?
Non mi piace nemmeno non poter avere un rapporto decente con la mia famiglia perchè vorrei aiutarli. Ma non voglio lasciare il mio ragazzo, un lavoro a tempo indeterminato, quelle poche sicurezze che ho per seguire qualcuno che mi fa solo soffrire.
Sono esausta da questi mille pensieri. Sembra che per ogni passo che faccio in avanti vengo spinta due indietro.
Scritto da: YsoulY mercoledì, 23 settembre 2009 alle ore 18:05 | link | commenti (5) |
Ho un pensiero che ogni tanto si fa sentire, forse meglio definirlo sentimento.
Mi sento sola.
A volte le circostanze rendono evidente il fatto che io non ho una vita sociale. Diventa tutto così chiaro da far male.
Chi ho io attorno a me per condividere la mia vita?
La mia famiglia? Con loro sono stati davvero pochi i momenti in cui ho avuto una vera conversazione. Sono cresciuta con un padre che quando mi parla sa solo dirmi che non faccio niente o che faccio tutto sbagliato, che creo solo problemi e sono una ingrata, che sono una incapace e sono malata. Mia madre mi parla per lamentarsi perchè non faccio le cose come evidentemente andrebbero fatte, per chiedermi di non litigare con mio padre altrimenti lui ci lascia, le volte che riesco a parlare con lei di cose frivole o cose anche serie lei comincia a parlarmi sopra perchè lei ha anedotti più divertenti o più interessanti da raccontare. Con mia sorella ormai non mi riesce più tanto spontaneo parlare, dopo certi atteggiamenti dopiogiochisti che ha avuto non mi sento libera di confidarmi.
Chi altro ho? E., chiaramente. Lui mi ascolta, mi consola, mi fa ragionare, mi sostiene. Però, poverino, finisce che lo tarmo.
Poi? Parlo con le mie colleghe. Persone che in fondo non conosco ma che mi ascoltano e mi danno qualche consiglio.
Basta.
Quello che mi fa star male, comunque, non è tanto il bisogno di avere qualcuno a cui raccontare i miei problemi. Mi son dovuta abituare a non avere nessuno che mi ascolti.
Mi fa male rendermi conto che non ho neanche un amico. Zero. La mia vita sociale fa schiffo.
Da una parte è vero che sono una persona che preferisce la solitudine. Ma non sono un eremita. E ogni tanto sento il bisogno di avere una amica da chiamare per andare a fare un giro al centro commerciale, qualcuno da chiamare per ritrovarci a mangiare qualcosa assieme, a guardare un film...non so, quelle cose che di solito si fa.
Non pretendo l'amica del cuore. Solo delle persone con cui parlare, con cui trascorrere delle ore spensierate. Gente con cui confrontarmi e da cui imparare cose nuove.
Oggi sono abbastanza triste. Ieri sera non ho visto E. perchè c'era un tempo bruttissimo e non mi sono fidata ad andare in giro per strada. Poi quando mi chiama mi dice che giovedì va a casa di un amico a passare il pomeriggio e la sera (bis della giornata giochi con gli ex compagni di scuola). Venerdì, sabato e domenica sera lavora, quindi me li passerò a casa da sola (beh, coi miei, che è forse peggio).
Io non ho nessuno con cui trascorrere del tempo in alternativa  a lui. La cosa mi fa male e di riflesso mi incazzo. Ieri, dopo che mi ha chiamata, ho fato fatica a riaddormentarmi. C'era un misto di tristezza e rabbia dentro di me.
Giovedì scorso ho accompagnato E. fino a un posto a quasi 40 chilometri da casa mia perchè aveva una festa di compleanno di un amico, e non avendo la machina aveva bisogno di un passaggio. Quando siamo arrivati (io non ero invitata) l'ho accompagnato fino al parcheggio della pizzeria dove c'erano tutti. E. mi aveva detto che potevo stare li un po' e magari bermi una birra con loro. Ma dopo 5 minuti mi sono accorta di essere assolutamente fuori luogo. C'erano i compagni di classe del festeggiato (tra cui E.) da una parte e la compagnia di amici dall'altra. Sconosciuti che però erano a loro agio. Io sembravo la sorella maggiore che cercava di imbucarsi. Ho visto E. talemente contento di stare lì (mentre io lo seguivo come un cagnolino per non ritrovarmi da sola a guardare il pavimento in un angolino) che me ne sono andata via subito, prima che tutti notassero quanto ero ridicola. [poi vengo a sapere che una delle ragazze invitate si divertiva a "scaldare gli animi" stando seduta a gambe aperte. Inutile precisare che non indossava i pantaloni, ma un bel paio di minigonne. E. ha commentato la cosa dicendo "cazzo, se non fosse che sono impegnato, una botta gliela davo...ma sono fedele e poi mi basta pensare a te e a quanto sei meravigliosa perchè mi passi la tentazione".]
Succede che ogni volta che E. esce con qualcuno io in automatico mi ratristo e divento acida. Probabilmente sono invidiosa. Però cerco sempre di non fare scenate con E. perchè anche lui in fondo non ha amici con cui uscire spesso. E se gli capita ogni tanto di ritrovarsi con qualcuno, è logico che faccia cose come non chiamarmi per tutto il giorno. E' talmente preso dal fatto di trascorrere del tempo con gli amici che io sparisco dai suoi pensieri.
Il brutto è che non so come rimediare a questo. Insomma, gli amici non li trovi sullo scaffale del supermercato.
So di aver scritto un mucchio di cose sconnesse. Ma in questo momento i miei pensieri e i miei sentimenti sono ingarbugliati.
Scritto da: YsoulY martedì, 04 agosto 2009 alle ore 11:18 | link | commenti (6) |
Ci sono delle cose che penso e sento che per me sono ovvie e fondamentali ma che la gente non comprende o snobba.
Cose che per gli altri risultano divertenti perchè "dette scherzando" a me fanno male o mi offendono. Anche con E. ho questo problema.
Uno dei grossi problemi tra noi due è il fatto che io non parlo. Non in generale, mi riferisco al fatto che quando sono arrabbiata o triste per qualcosa preferisco chiudermi in me stessa piuttosto che parlare con qualcuno. E a lui da fastidio. Molto.
Io faccio così per diversi motivi: sono cresciuta quasi isolata senza l'opportunità di confidarmi quando ne avevo bisogno. Mi sono sempre sentita rifiutata e messa da parte da chi avrebbe dovuto consolarmi e darmi affetto. Così ho imparato a stare per conto mio, ho dovuto tenermi tutti i miei pensieri e le mie paure riposte in un angolino e ora è molto difficile riuscire a spiegare a qualcuno ciò che provo.
Un'altra cosa che mi blocca è il fatto che la gente giudichi i problemi altrui come sciochezze. Le proprie difficoltà sono sempre più gravi di quelle degli altri. Quindi spesso non ci diamo il giusto peso ma, anzi, facciamo sentire l'altro come uno stupido che si preoccupa inutilmente quando c'è gente messa peggio, con veri problemi.
La cosa che forse mi da più fastidio e raccontare la mia preoccupazione e sentire l'altro che filosofeggia spiegandomi come fare a rissolvere il tutto in quattro e quattr'otto, senza minimamente comprendere come mi senta io in quella situazione. E' facile dire "basta fare così". E., ad esempio, è una di quelle persone che si fa scivolare le cose adosso e ha un bel autocontrollo. Secondo lui, basta dire "non mi incazzo" e io dovrei riuscire a non incazzarmi perchè siamo noi che controlliamo mente e cuore. Sono triste? Dovrei semplicemente dimenticarmi del motivo e andare avanti sempre sorridente. Mi dice che anche a lui sono capitate cose brutte nella vita (verissimo) ma ha capito da tempo che piangere, incazzarsi o deprimersi non serve a nulla perchè non rissolvi il problema (verissimo). E allora devi semplicemente andare avanti con il sorriso in faccia, senza stare li a rimuginare sulle cose e rovinare a te e a che ti circonda la giornata.
Un'altra cosa che sostiene è che io parto sempre con l'idea che le cose mi andranno male, e se mi vanno bene allora mi creo i problemi da sola. Secondo lui, io mi sveglio la mattina e alla prima sciochezza che va un po' storta mi dico subito "questa sarà una giornata di merda" e con il mio pessimismo innesco una catena di cose che vanno male.
Molte di queste sue teorie sono vere o quasi e molte mi fanno girare i coglioni di brutto perchè generalizza le cose.
E' vero, sono pessimista, mi incazzo per cose stupide e mi rovino le giornate perchè non riesco sempre a fare finta di niente.
Posso darti ragione su tutto ma una cosa deve esserti chiara: tu non hai vissuto con me per 24 anni, 24 ore su 24 e non sai tutto quello che mi è successo e mi succede, quindi non puoi sapere un cazzo di come mi sento. Se a volte me la prendo per cazzate sappi che c'è un motivo. Qual'è? Beh, c'è una leggera differenza fra me e te, fra le persone in generale. Ci sono quelle come te a cui sono capitate e capitano cose brutte ma hanno il tempo di riprendersi. Ci sono persone come me che ogni santo giorno si trovano a dover combattere contro tutto e tutti. Se oggi ti danno una pedata, tu soffri. Domani però ti farà meno male e tra una settimana non sentirai più alcun dolore. A me oggi hanno dato una pedata? Domani me ne daranno un'altra sullo stesso punto, dopodomani mi pesteranno un piede, il giorno dopo non succederà nulla, quello dopo ancora mi spacheranno il naso e vrò un oocchio nero...ho reso l'idea?
Vogliamo un esempio?
Ieri. Mattinata tranquilla. Pomeriggio: arrivo in ufficio e devo sopportare per tutto il pomeriggio due tizi che fanno la pulizia ai clima. Il che vuol dire: gente che va avanti e indietro, rumore, odore di disinfettante, mezz'ora di freddo allucinante perchè devono provare il clima al minimo, il tutto con un mucchio di lavoro da finire entro fine mese. Ma va bene, reggo cercando di concentrarmi sul lavoro. Poi esco dall'ufficio e le cose vanno sempre meglio...
- vado dal meccanico come d'accordo per vedere a che punto è la mia macchina e lui non c'è;
- vado a casa e chiedo a mia sorella se mi da il numero di cellulare del meccanico per chiamarlo e lei mi dice di si per poi mettersi a traficare col pasticcio che sta preparando mia mamma (chissenefrega del fatto che vado di fretta e che io mi faccio in quattro per farti subito i piaceri che mi chiedi);
- mangio un piatto di minestra al volo e quando sto per finirla sento in bocca una cosa strana e un saporaccio disgustoso. Probabilmente me sono magnata un insetto e mi son dovuta tenere il saporaccio in bocca per un'ora;
- avevo pensato di andare in farmacia e a prendermi un abbronzante approfittando del fatto che E. esce dal lavoro una ora dopo di me, dopodichè sarei andato da lui una oretta e poi a farmi fare dei massaggi da un'amica. Ma nel pomeriggio non è più dovuto andare al lavoro, quindi rinuncio a fare quello che mi ero programmata per passare più tempo con lui;
- arrivo a casa di E. e incrocio suo papà nel parcheggio che mi dice che E. non c'è perchè è andato dal dentista con sua mamma. Mi dice di provare a chiamarlo per sentire quando torna. Io lo chiamo un paio di volte ma non risponde;
- allora riparto per andare in farmacia, così almeno faccio qualcosa di utile. Mentre sono per strada mi chiama E. e scopro che è a casa (suo papà si era confuso).
- arrivo in farmacia: è chiusa.
- torno a casa da E. con le palle un po' girate: ho perso tempo, non sono riuscita a fare niente di quello che dovevo fare, ho mal di schiena. Lui mi fa girare ancora di più le scatole con il suo atteggiamento scherzoso e di presa per il culo perchè mi incazzo per stupidate quando basterebbe lasciar perdere.
Certo, tutte le cose che mi sono successe ieri, prese una per una, sono veramente stupidate. Ma se queste stupidate ti capitano quasi ogni giorno per tutta la tua vita (senza contare i problemi gravi e la mancanza di sotegno anche solo morale) la tua pazienza comincia a risentirne. [E' questo il punto clou del problema "te la pigli per troppo poco"].
Alle nove me ne vado scazzata, mi faccio fare i massaggi (dolore atroce) e torno da lui per "fare pace". Lo chiamo tre volte e non risponde. Salgo a casa sua e dopo un quarto d'ora ce ne andiamo al bar perchè a casa c'è un casino insopportabile. Al bar mi chiede di spiegargli perchè sono arrabbiata. Io ci provo, comincio a dirgli che non mi piace che lui dica che sono sempre arrabbiata perchè il fatto che io non sorrida  è normale, non vuol dire che sono arrabbiata. Forse sono solo triste o stanca, o forse è solo che di natura ho la faccia con una espressione seria, punto e basta. Mentre sto parlando, lui se ne esce con una delle sue frasi tipiche "si, si brava...dicono tutti così". Classica frase detta scherzando perchè a lui va di fare il coglione ma che mi ferisce. Io sto facendo uno sforzo per spiegarti il più chiaramente possibile cosa provo e tu mi prendi per il culo. Anche se so che ti interessa davvero e lo fai senza cattiveria, ti ho detto più di una volta che mi fa male. Non mi piace essere interrotta quando parlo, figurati quando cerco di esprimerti i miei sentimenti.
L'ho mandato gentilmente a cagare e sono uscita dal bar. Mi ha seguita e abbiamo chiarito. So che prima o poi lo rifarrà ma pazienza.
Qualcuno, tanto tempo fa, disse "Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà."
Certa gente dovrebbe tenere a mente queste parole.
Scritto da: YsoulY giovedì, 21 maggio 2009 alle ore 10:24 | link | commenti (3) |

Stamattina, mentre cercavo di uscire dal coma mentale e di tenere a bada i dolori fisici (vita dispettosa, la vendetta è arrivata), ho sentito questa storia per radio:

Xiao, la venditrice di tempo

La venditrice di tempo era triste. Un anno infernale, il 2008: “Due mie mie amiche si erano sposate in marzo e in maggio, e in agosto e in ottobre stavano già divorziando. Io ero senza lavoro. Il terremoto del Sichuan. Basta, mi sono detta”. Così Chen Xiao si è messa a cercare la miccia per far saltare tutto. L’ha trovata sul web. Ai primi di dicembre ha scritto un messaggio su uno dei forum più diffusi, ed è diventata la venditrice di tempo.

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NICHILISMO LIGHT “Ho scritto che ero depressa, che la mia vita non aveva scopo e avevo deciso di farmi organizzare l’esistenza dagli altri. Che mi dicessero loro che cosa fare”. Vendere il tempo, vendere le sue giornate. Nichilismo light. Otto minuti per 8 renminbi, praticamente un euro. Un’ora a 20. Una giornata intera 100. Venduti regolarmente dal suo negozio on line, su una specie di eBay made in China. La sua postazione è un trasandato palazzo alla periferia est di Pechino. Scale di cemento, arredamento spartano, pile di di scatole e scatoloni. Una gabbia per accogliere la cagna nera che le si strofina addosso, accarezzata dagli sguardi di tre gatti silenziosi e quasi immobili. Xiao ha 26 anni, viene dall’Hunan, prima di questa sua vita in vendita – racconta a Corriere.it – aveva messo insieme una laurea breve in moda, lavoretti vari, la vittoria a un concorso di bellezza legato al Mondiale di calcio nippo-coreano del 2002, due anni in un’agenzia di pubblicità, due negozi di abbigliamento aperti e chiusi, l’ultimo dei quali subito prima delle Olimpiadi. “Vendere tempo significa che faccio quello che mi chiedono. Uno mi ha chiesto di portargli in università un libro e un caffè: accontentato. Questo pomeriggio devo andare a ritirare un visto. Un tale di un’altra città mi ha domandato di portare un pasto a un vero barbone: non è stato facile trovarlo, il barbone vero, a Pechino non se ne vedono più, ma ce n’era uno e gli ho dato da mangiare, anticipando i soldi. Se poi mi pagano per leggere un libro o non fare nulla, leggo il libro o non faccio nulla”.

PROPOSTE PERICOLOSE E’ successo anche altro, naturalmente. Che le offrissero 10 mila renminbi per una notte di sesso, o che chiedessero una sttimana del suo tempo, tutta intera, in un’altra città. “A queste cose dico no. Ma dal Canada mi ha telefonato prima un ragazzo, poi la sorella, per indagare che tipo fossi, ho avuto l’impressione che volessero sapere se potevo essere una buona moglie”. In due mesi ha raccolto 10 mila renminbi, più o meno, “ma ci devo togliere il denaro che in molti casi ho anticipato”. Più spesso la pagano perché chieda scusa a nome di qualcun altro, o perché incoraggi una persona sfiduciata, o magari funzioni come una sveglia, tirando giù dal letto l’amico di un amico alle 7 del mattino. La politica è lontana, “c’è chi voleva che presentassi delle petizioni a suo nome, ma ho detto no”: mossa prudente, visto che le autorità spesso amano rivalersi nei confronti di chi sottopone lamentele agli uffici preposti, pratica formalmente prevista e incoraggiata ma in realtà fonte di pesanti intimidazioni. Vendere tempo le è venuto così, senza altra ispirazione che non fosse il suo umore rasoterra. “Un giornalista giapponese mi ha detto che, se fossi nata nel suo Paese, dopo aver scritto quello che ho scritto mi sarei ammazzata. Ma io non ho nessuna intenzione di farlo. Mi basta questo, ora, non cerco pubblicità, non voglio fare l’attrice o chissà cosa. Adesso finalmente sto bene”. La imitano, anche altri si sono messi a vendere tempo, magari a prezzo più basso, alcuni addirittura si spacciano direttamente per lei. “Internet è un mare dove le informazioni o si perdono e muoiono o diventano onde. Io sono un’onda”. Date tempo alla venditrice di tempo.

Da: Le vie dell'Asia, blog di Marco Del Corona (Corriere della sera)

 

Scritto da: YsoulY martedì, 10 febbraio 2009 alle ore 09:53 | link | commenti (8) |
Categoria: x riflettere

tempo

Il tempo è come un fiocco di neve:

scompare mentre cerchiamo di decidere cosa farne.

(R. Battaglia)

Scritto da: YsoulY martedì, 11 novembre 2008 alle ore 10:05 | link | commenti (5) |

Ho trovato questo tantra sul blog di Miri e lo riporto qui dato che mi è piaciuto.

 

 

Non dimenticare mai,che esistono quattro cose nella vita a cui non c'è rimedio :

 

           La pietra, dopo che è lanciata;

 

           La parola,dopo che è stata proferita;

 

           L' occasione, dopo che è persa;

 

           Il tempo, dopo che è passato.

 

  

Il Tantra della vita.

 

Uno.

Dai di più alle persone, di quello che esse si aspettano, e fallo con allegria.

  

Due.

Sposati con qualcuno con cui ti piaccia conversare.

Man mano che invecchierete, la capacità di comunicare, sarà sempre molto importante.

 

Tre.

- Non credere a tutto quello che ascolti;

- Non spendere tutto quello che possiedi;

- Non dormire tanto quanto potresti.

 

Quattro.

Quando dici ' io ti amo', sii sincero.

 

Cinque.

Quando dici 'mi dispiace' guarda negli occhi la persona a cui lo dici.

 

Sei.

Rimani fidanzato almeno sei mesi prima di sposarti.

 

Sette:

Credi nell'amore a prima vista.

 

Otto.

Non ridere mai dei sogni degli altri. Chi non ha sogni, non ha molto!

 

Nove.

Ama profondamente e con passione.

Può darsi che ti feriranno, ma è l'unico modo di vivere una vita completa.

 

Dieci.

Quando discuti , gioca pulito. Non usare insulti.

 

Undici.

Non giudicare nessuno per la sua famiglia.

 

Dodici.

Parla lentamente, … ma pensa veloce.

 

Tredici.

Quando ti fanno una domanda a cui non vuoi rispondere, sorridi e domanda: 'Perchè vuoi saperlo?'

 

Quattordici.

Ricorda che grandi amori e grandi realizzazioni implicano grandi rischi.

 

Quindici.

Di 'salute' quando qualcuno starnutisce.

 

Sedici.

Quando perdi, impara la lezione.

 

Diciassette.

Ricorda le tre 'R':

- Rispetto per te stesso;

- Rispetto per gli altri;

- Responsabilità per le tue azioni.

 

Diciotto.

Non lasciare che una piccola discussione ti faccia perdere una grande amicizia.

 

Diciannove.

Quando ti accorgi di aver commesso un errore, prendi immediati provvedimenti per porvi rimedio.

 

Venti.

Sorridi quando rispondi al telefono. Chi ti chiama lo percepirà dal tono della tua voce.

 

Ventuno.

Passa del tempo da solo e rifletti.

Scritto da: YsoulY giovedì, 30 ottobre 2008 alle ore 15:47 | link | commenti (4) |
Categoria: x riflettere

La formula segreta di un lungo matrimonio

Sta tutta racchiusa in un elenco fatto di coccole, attenzioni e gesti romantici: lo ha elaborato un gruppo di studiosi dopo aver intervistato 4mila coppie felicemente sposate da tempo. Colazioni a letto? Una al mese. Regali romantici? Due al mese

happy with you
Che cosa tiene unita negli anni una coppia? Esiste una sorta di formula magica? La risposta arriva dal Regno Unito, dove un gruppo di ricercatori ha intervistato 4mila coppie felicemente sposate. Passare in un mese almeno 22 momenti di qualità, almeno 7 notti di coccole e tenerezze e due appuntamenti a cena da dedicare a voi stessi. Sono le coccole la chiave di un matrimonio felice perché «Coccole, attenzioni e gesti romantici significano "Mi piaci, sto bene con te, mi piacciono e apprezzo il tuo sostegno e le tue cure» spiega lo psicologo che ha curato lo studio Ludwig F. Lowenstein.

Le giornate sono frenetiche, i ritmi al lavoro e in famiglia sono a volte stressanti e così spesso capita che si tenda a dimenticare l'importanza degli abbracci quando la familiarità diventa parte della nostra vita, ma attenzioni e coccole diventano parte della nostra relazione quando la relazione diventa forte e rimane forte dicono gli studiosi. Insomma, ci vuole impegno e dedizione e sbaglia chi dà tutto per scontato. E non si tratta neppure di passare del tempo insieme perché un buon matrimonio, dicono, è quello che lascia uno spazio per stare al di fuori. Magari si passa un fine settimana via con amici o amiche ma poi si fanno i bagagli per partire insieme almeno un paio di week-end l'anno e due lunghe vacanze. Si aiuta in casa senza bisogno di sentirselo chiedere e si rispetta il lavoro fatto dall'altro. Ogni mese si dovrebbero fare cene a lume di candela, stupirsi con dei fiori o dei cioccolatini, una poesia o un brano musicale, con qualsiasi cosa piaccia al coniuge, passeggiare insieme e andare al cinema. Di sicuro non impigrirsi e non guardare in silenzio la televisione.

Il 98% delle coppie felicemente sposate che ha partecipato allo studio ha dichiarato di sentirsi particolarmente fortunata ad avere una relazione così stabile e il 94% si è detto sinceramente convinto che nessun'altra lo sia come la propria. I ricercatori, dopo tante interviste, sono sicuri di aver trovato la formula perfetta, quella che può aiutare a rendere duratura una relazione:
coccole: 4 al giorno
gesti romantici: 3 al mese
appuntamenti a cena: 2 al mese
passeggiate romantiche: 2 al mese
regali romantici: 2 al mese
cenette romantiche cucinate in casa: 3 al mese
colazioni a letto: 1 al mese
conversazioni adeguate: 6 al mese
serate di coccole: 7 al mese
pulire casa da cima a fondo: 3 volte al mese
notti fuori senza l'altro: 1 al mese
cinema o teatro: 1 al mese
week-end breve: 2 all'anno
vacanze: due all'anno

Fonte: libero news.

Scritto da: YsoulY martedì, 28 ottobre 2008 alle ore 09:01 | link | commenti (6) |
Ecco perchè amo gli animali
Scritto da: YsoulY mercoledì, 30 luglio 2008 alle ore 15:44 | link | commenti (1) |
Categoria: x riflettere
Rotolini problematici.

I soldi non fanno la felicità?

No.

Però ti rissolvono molti problemi.

Io non so più dove metterli i miei problemi. Ormai fanno talmente parte di me che ho paura che i mei chili di troppo siano dovuti ai problemi che si  raccolgono su fianchi e gambe (mai sulle tette ) e non a quello che mangio.

Scritto da: YsoulY giovedì, 10 aprile 2008 alle ore 16:12 | link | commenti |
Tv spazzatura

Ho appena letto su Libero che (cito testualmente):

"Sesso senza censure.Ecco perché il Grande Fratello all'estero è più seguito che in Italia."

"In Italia ha perso un po' di appeal. Manca il sesso. Ecco perchè all'estero funziona ancora."

Dunque: premetto che a me il Grande Fratello non è mai piaciuto, in generale raramente riesco a guardare la tv. Negli ultimi mesi ho smesso quasi per completo perchè difficilmente trovo un programma che mi piacia. Accendo la tv e trovo: telenovelas (dove tutti si trombano tutti per poi scoprire che sono pure imparentati), quiz di ogni sorta e genere (dove vedi almeno mezza dozzina di donne vestite con solo 20 centimetri quadrati di stoffa), programmi musicali dove cantano mummie o esseri che nessuno conosce e che sembrano atterrati lì per caso, e chi più ne ha più ne metta...

Ora...chi è che ha il coraggio di dirmi che in tv non c'è troppo nudo, troppe allusioni, parecchio sesso esplicito? e il tutto alla faccia della fascia protetta!!! E ancora si lamentano che il Grande Fratello non è abbastanza esplicito! Vogliono pure il sesso senza censure! Se non ricordo male, viene trasmesso nel pomeriggio, quando i bambini dovrebbero guardare i cartoni animati...oppure in prima serata.

Posso dire di non essere una ragazza all'antica che si scandalizza con poco...però gradirei che fossero imposti certi limiti. Qualcuno si ricorda il significato della parola decenza?

E lasciamo perdere i telegiornali che manipolano le notizie e fanno vedere solo le disgrazie che accadono, il tutto ben condite in modo da alzale l'audience.

Cosa provo: schifo, repulsione, tristezza...

Scritto da: YsoulY martedì, 24 luglio 2007 alle ore 15:48 | link | commenti (1) |
Categoria: x riflettere