Ci sono delle cose che penso e sento che per me sono ovvie e fondamentali ma che la gente non comprende o snobba.
Cose che per gli altri risultano divertenti perchè "dette scherzando" a me fanno male o mi offendono. Anche con E. ho questo problema.
Uno dei grossi problemi tra noi due è il fatto che io non parlo. Non in generale, mi riferisco al fatto che quando sono arrabbiata o triste per qualcosa preferisco chiudermi in me stessa piuttosto che parlare con qualcuno. E a lui da fastidio. Molto.
Io faccio così per diversi motivi: sono cresciuta quasi isolata senza l'opportunità di confidarmi quando ne avevo bisogno. Mi sono sempre sentita rifiutata e messa da parte da chi avrebbe dovuto consolarmi e darmi affetto. Così ho imparato a stare per conto mio, ho dovuto tenermi tutti i miei pensieri e le mie paure riposte in un angolino e ora è molto difficile riuscire a spiegare a qualcuno ciò che provo.
Un'altra cosa che mi blocca è il fatto che la gente giudichi i problemi altrui come sciochezze. Le proprie difficoltà sono sempre più gravi di quelle degli altri. Quindi spesso non ci diamo il giusto peso ma, anzi, facciamo sentire l'altro come uno stupido che si preoccupa inutilmente quando c'è gente messa peggio, con veri problemi.
La cosa che forse mi da più fastidio e raccontare la mia preoccupazione e sentire l'altro che filosofeggia spiegandomi come fare a rissolvere il tutto in quattro e quattr'otto, senza minimamente comprendere come mi senta io in quella situazione. E' facile dire "basta fare così". E., ad esempio, è una di quelle persone che si fa scivolare le cose adosso e ha un bel autocontrollo. Secondo lui, basta dire "non mi incazzo" e io dovrei riuscire a non incazzarmi perchè siamo noi che controlliamo mente e cuore. Sono triste? Dovrei semplicemente dimenticarmi del motivo e andare avanti sempre sorridente. Mi dice che anche a lui sono capitate cose brutte nella vita (verissimo) ma ha capito da tempo che piangere, incazzarsi o deprimersi non serve a nulla perchè non rissolvi il problema (verissimo). E allora devi semplicemente andare avanti con il sorriso in faccia, senza stare li a rimuginare sulle cose e rovinare a te e a che ti circonda la giornata.
Un'altra cosa che sostiene è che io parto sempre con l'idea che le cose mi andranno male, e se mi vanno bene allora mi creo i problemi da sola. Secondo lui, io mi sveglio la mattina e alla prima sciochezza che va un po' storta mi dico subito "questa sarà una giornata di merda" e con il mio pessimismo innesco una catena di cose che vanno male.
Molte di queste sue teorie sono vere o quasi e molte mi fanno girare i coglioni di brutto perchè generalizza le cose.
E' vero, sono pessimista, mi incazzo per cose stupide e mi rovino le giornate perchè non riesco sempre a fare finta di niente.
Posso darti ragione su tutto ma una cosa deve esserti chiara: tu non hai vissuto con me per 24 anni, 24 ore su 24 e non sai tutto quello che mi è successo e mi succede, quindi non puoi sapere un cazzo di come mi sento. Se a volte me la prendo per cazzate sappi che c'è un motivo. Qual'è? Beh, c'è una leggera differenza fra me e te, fra le persone in generale. Ci sono quelle come te a cui sono capitate e capitano cose brutte ma hanno il tempo di riprendersi. Ci sono persone come me che ogni santo giorno si trovano a dover combattere contro tutto e tutti. Se oggi ti danno una pedata, tu soffri. Domani però ti farà meno male e tra una settimana non sentirai più alcun dolore. A me oggi hanno dato una pedata? Domani me ne daranno un'altra sullo stesso punto, dopodomani mi pesteranno un piede, il giorno dopo non succederà nulla, quello dopo ancora mi spacheranno il naso e vrò un oocchio nero...ho reso l'idea?
Vogliamo un esempio?
Ieri. Mattinata tranquilla. Pomeriggio: arrivo in ufficio e devo sopportare per tutto il pomeriggio due tizi che fanno la pulizia ai clima. Il che vuol dire: gente che va avanti e indietro, rumore, odore di disinfettante, mezz'ora di freddo allucinante perchè devono provare il clima al minimo, il tutto con un mucchio di lavoro da finire entro fine mese. Ma va bene, reggo cercando di concentrarmi sul lavoro. Poi esco dall'ufficio e le cose vanno sempre meglio...
- vado dal meccanico come d'accordo per vedere a che punto è la mia macchina e lui non c'è;
- vado a casa e chiedo a mia sorella se mi da il numero di cellulare del meccanico per chiamarlo e lei mi dice di si per poi mettersi a traficare col pasticcio che sta preparando mia mamma (chissenefrega del fatto che vado di fretta e che io mi faccio in quattro per farti subito i piaceri che mi chiedi);
- mangio un piatto di minestra al volo e quando sto per finirla sento in bocca una cosa strana e un saporaccio disgustoso. Probabilmente me sono magnata un insetto e mi son dovuta tenere il saporaccio in bocca per un'ora;
- avevo pensato di andare in farmacia e a prendermi un abbronzante approfittando del fatto che E. esce dal lavoro una ora dopo di me, dopodichè sarei andato da lui una oretta e poi a farmi fare dei massaggi da un'amica. Ma nel pomeriggio non è più dovuto andare al lavoro, quindi rinuncio a fare quello che mi ero programmata per passare più tempo con lui;
- arrivo a casa di E. e incrocio suo papà nel parcheggio che mi dice che E. non c'è perchè è andato dal dentista con sua mamma. Mi dice di provare a chiamarlo per sentire quando torna. Io lo chiamo un paio di volte ma non risponde;
- allora riparto per andare in farmacia, così almeno faccio qualcosa di utile. Mentre sono per strada mi chiama E. e scopro che è a casa (suo papà si era confuso).
- arrivo in farmacia: è chiusa.
- torno a casa da E. con le palle un po' girate: ho perso tempo, non sono riuscita a fare niente di quello che dovevo fare, ho mal di schiena. Lui mi fa girare ancora di più le scatole con il suo atteggiamento scherzoso e di presa per il culo perchè mi incazzo per stupidate quando basterebbe lasciar perdere.
Certo, tutte le cose che mi sono successe ieri, prese una per una, sono veramente stupidate. Ma se queste stupidate ti capitano quasi ogni giorno per tutta la tua vita (senza contare i problemi gravi e la mancanza di sotegno anche solo morale) la tua pazienza comincia a risentirne. [E' questo il punto clou del problema "te la pigli per troppo poco"].
Alle nove me ne vado scazzata, mi faccio fare i massaggi (dolore atroce) e torno da lui per "fare pace". Lo chiamo tre volte e non risponde. Salgo a casa sua e dopo un quarto d'ora ce ne andiamo al bar perchè a casa c'è un casino insopportabile. Al bar mi chiede di spiegargli perchè sono arrabbiata. Io ci provo, comincio a dirgli che non mi piace che lui dica che sono sempre arrabbiata perchè il fatto che io non sorrida è normale, non vuol dire che sono arrabbiata. Forse sono solo triste o stanca, o forse è solo che di natura ho la faccia con una espressione seria, punto e basta. Mentre sto parlando, lui se ne esce con una delle sue frasi tipiche "si, si brava...dicono tutti così". Classica frase detta scherzando perchè a lui va di fare il coglione ma che mi ferisce. Io sto facendo uno sforzo per spiegarti il più chiaramente possibile cosa provo e tu mi prendi per il culo. Anche se so che ti interessa davvero e lo fai senza cattiveria, ti ho detto più di una volta che mi fa male. Non mi piace essere interrotta quando parlo, figurati quando cerco di esprimerti i miei sentimenti.
L'ho mandato gentilmente a cagare e sono uscita dal bar. Mi ha seguita e abbiamo chiarito. So che prima o poi lo rifarrà ma pazienza.
Qualcuno, tanto tempo fa, disse "Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà."
Certa gente dovrebbe tenere a mente queste parole.