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Utente: YsoulY
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Sono il bene e il male.
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Odi et Amo
Amo

Leggere...perdermi per un attimo in un altro mondo;
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L'ipocrisia, il vittimismo, il menefreghismo, spesso me stessa...odiare.
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Frase scorrevole
Il gioco dovrebbe essere considerato l'attività più seria dell'infanzia. (Montagne)



Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. (Elogio alla Follia)



Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (Mark Twain)



Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)



E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità. (Madre Teresa di Calcutta)



Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi. (Herman Hesse)



La tierra no es una herencia de nuestros padres sino un prestamo de nuestros hijos. (antiguo refran indio)



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Ci vuole calma e sangue freddo.
Sono arrivati da tre giorni e la casa è un porcille (più del solito). La tavola in salotto è colma, non posso appoggiarci nulla; le sedie sono tutte occupate da giacche varie, maglioni, sciarpe...entri in salotto e sembra ci sia una riunione massonica; questa mattina ho messo a posto 3 paia di scarpe di mio padre che erano sparse tra l'entrata e la cucina; il pavimento della cucina ha delle macchie allucinanti (non posto una foto per vergogna). Non è finita qui, ma se continuo mi vien su il nervoso e sto cercando di evitare.
Ieri sera mi è venuto da piangere.
Sono andata dal dentista e (per ora) mi ha fatto un preventivo pari ad una mia busta paga.
Appena uscita E. mi dice di andare direttamente da lui; arrivo e stanno cenando. I suoi gli dicono subito che poteva avvertirli che arrivavo così preparavano anche per me e cominciano a spostare tutto per farmi mangiare ma io gli dico di no (che non mi sembra carino disturbarli se stanno mangiando). E. mi risponde male al che mi siedo sul divano con il mogone in arrivo. La mamma di E. comincia a chiedermi di mio padre e mia sorella, se sono tornati, come sta lei...poi se ne esce fuori il fratellino con domande tipo "Ma dove li trovano tutti i miliardi per viaggiare?" e simile. Insomma, basta. Io starei cercando di non pensarci.
Per fortuna poi mi è passata abbastanza in fretta e il resto della serata è andata bene. E. mi ha coccolata finchè sono stata meglio e mi ha chiesto scusa per la cena.
Continuo a tenere duro, mi concentro su cose belle, quando i pensieri cominciano ad assillarmi ascolto musica e mi ripeto continuamente di essere forte. E finchè questi sono i risultati può anche andare bene. Avere un po' di serenità è quasi un miracolo ma ogni tanto sembra che i miracoli avvengano.
Scritto da: YsoulY giovedì, 17 dicembre 2009 alle ore 10:13 | link | commenti (1) |
Se non sono sfoghi artistici questi...
Uff uff ufff
Ho tantissime cose da fare in questo periodo. E in più sto dando libero sfogo alla mia creatività...
Mercoledì sera ho preparato una "cenetta romantica" a sorpresa per E. Mi andava e l'ho fatto. Lui ha apprezzato moltissimo, era commosso. Continuava a chiedermi quale fosse il motivo che mi aveva spinta a preparare una cena
"così bella e buona", con quelli occhioni sbrilluccicosi che mi hanno ripagata per i due giorni di preparativi. Un motivo non  c'era, avevo solo voglia di fare un gesto carino e credo che ogni tanto non guasti. Non è certo la prima volta che cucino per lui, anzi...però, come ha detto E., c'erano tanti piatti e preparati con molta attenzione ai particolari. Sono contenta della serata, è riuscita davvero bene .
Oltre ai miei sfoghi culinari (che brutto suono che ha questa parola), mi sto ancora scervellando sulla fabbricazione dei calendari. Sto perdendo il sonno (beh, non proprio) alla ricerca di un modo prattico e poco costoso per rilegarli, perchè la rilegatura classica in metallo costa tanto. Ieri, poi, ho mandato a quel paese la stampante. Ormai ha quasi dieci anni di servizio ed è una stampante base, quindi si capisce che faccia le bizze. Però per i calendari ho bisogno di una stampa fatta bene, così ieri, dopo che la sudetta stampante mi ha rovinato un foglio che costa un occhio della testa, mi son decisa a cambiarla. Se tutto va bene, tra una settimana ho una multifunzione nuova (che pagherò con i 60 euri rimastimi in portafoglio ).
Oggi il mio ingegnoso (?) cervello si è messo a fare un film sulla possibilità di creare cartoline di auguri natalizie da vendere, dato che quelle che ho fatto l'anno scorso hanno riscosso tanto successo.
In più è da qualche giorno che prendo scatoloni e li abbellisco con la carta  da regalo per buttarci dentro le cose da mettere in ordine.
Ho comprato pure degli oggettini in legno (porta-buste, cornice, scatolette, portachiavi da muro...) da decorare a piacimento. Stasera, appena scappo dall'ufficio, vado a comprare qualche colore a tempera (dato che mia sorella mi ha fatto sparire tutti quelli che avevo ) (e non chiedetemi come farò a pagarli, ci sto ancora pensando ), del nastro colorato (per provare a rilegare il benedetto calendario), carta da pacchi (per le mie scatole) e qualcos'altro che mi ispiri.
Se riuscissi anche a trovare un po' di tempo in saldo, sarebbe ottimo.
Scritto da: YsoulY venerdì, 09 ottobre 2009 alle ore 15:51 | link | commenti (4) |
la la laa
Il mio umore rispetto a ieri è decisamente migliorato.
Ieri sera ho chiarito con E. un paio di cose che mi davano fastidio, quindi ho un paio di pensieri in meno che girano per la testa.
Altra cosa positiva è stato il corso di ginnastica che ho iniziato ieri sera. L'avevo già seguito l'anno scorso per qualche mese e ho deciso di ritentare, sperando di essere più presente quest'anno. E' un corso dove si trattano moltissime discipline (yoga, ginnastica dolce, massaggi...) e mi aiuta molto per il mal di schiena e la tensione in generale. Ieri ci siamo fatti i massaggi a vicenda e a me è capitata come cavia la mia collega di ufficio. Oggi è venuta a chiedermi se sapevo chi era stato a farle i massaggi (era ad occhi chiusi e poi ci hanno fatti spostare prima che la "vittima" aprisse gli occhi, quindi non sapeva chi fosse stato). Quando le ho detto che ero stata io mi ha detto che le è piaciuto tantissimo, che è tornata a casa molto rilassata e ha dormito benissimo.
E son cose che aiutano la mia autostima. Sapevo già di essere portata per i massaggi (mia sorella ed E. mi chiedono sempre di farglieli) e mi piace pure farli...però sentirselo dire anche da qualcun altro è piacevole.
Ci sono sempre tanti pensieri che mi intristiscono o mi innervosiscono, ma tento il più possibile di soffermarmi sulle cose positive.
Scritto da: YsoulY martedì, 06 ottobre 2009 alle ore 12:27 | link | commenti (5) |
Questo non fa ridere.
Avrei tante cose da dire.
Intanto mi era passata la voglia di scrivere. Non avevo voglia di raccontare della brutta litigata con E., per esempio.
E' successo l'altro pomeriggio ed è passato un giorno prima che riuscissimo a  parlarci civilmente. E' che mi manda in bestia quando continua ad insistere col suo "perchè sei incazzata?" quando gli dico che non ho niente. Non riesce ad accettare che io qualche volta sia semplicemente triste, senza un motivo definito.
Mi sta sul cazzo che fili tutto liscio finchè sorrido e sono MissPerfezione mentre appena mi rabbuio un po' per lui sono automaticamente incazzata e comincia a dirmi di smetterla di fare così. Capisco che lui soffra nel vedermi stare male ma mi fa davvero inbestialire non poter avere qualche momento di dobolezza. Lo so benissimo che sono lunatica e starmi accanto quando sto male è quasi impossibile perchè non mi va bene quasi nulla. Ma credo di avere il diritto di stare male.
A volte mi chiedo se non sono troppo buona. Perchè a parte i momenti in cui sto male (che tra l'altro, sono diminuiti considerevolmente) faccio per lui cose che non tutte le ragazze fanno. Non è che glielo voglia rinfacciare, tutto quello che faccio lo faccio con piacere. Alcune cose sono dei piccoli sacrifici, ma i sacrifici fanno parte di un rapporto se si ama una persona. Ma ho paura che questi sacrifici vengano presi come cose normali e scontate con il tempo e che quello che faccio non venga tenuto con la dovuta considerazione. Non mi piace sentirmi usata.
Prima mi è venuto un po' il magone perchè ho visto che E. ha stretto amicizia su facebook con la ragazza con cui stava quando ha conosciuto me. Non mi ha detto niente e la cosa mi rode un po' (anche se effettivamente non me l'ha nascosto, dato che io posso vedere le sue amicizie). E' un po' gelosia, un po' paura di perderlo, un po' invidia perchè vedo la sua lista degli amici crescere...
Ultimamente è super preso con facebook. Sempre a scriversi con gli amici con cui si trova a giocare a softair ogni tanto, a postare video e foto della sua nuova pistola per giocare (comprata dalla sottoscritta).
Si, mi sa che mi rode non essere al centro dell'attenzione.
Il pensiero di trovarmi un giorno da sola non mi piace.
Non so mai cosa ne sarà di me nel futuro. Va beh, nessuno conosce il proprio futuro ma a me sembra che qualsiasi cosa decida di fare della mia vita, ogni piano potrebbe venire spazzato via in un batter d'occhi.
Mio padre ogni volta che lo chiamo continua a ripetermi come sia drammatica la situazione lì. Sembra cerchi di farmi sentire in colpa perchè ha bisogno di me e io invece non l'ho seguito.
Ho talmente tanti pensieri per la testa...è per questo che mi da fastidio dover anche pensare a ogni cosa che faccio , che dico, ad ogni espressione del mio volto, al tono della voce perchè potrei venire fraintesa.
Come faccio a pensare di farmi un corso di lingua o di disegno se ho paura che tra qualche mese mio padre mi sbatta fuori di casa perchè non faccio quello che vuole lui? Come faccio a spendere soldi in corsi, in nuoto o ginnastica se penso che potrei aver bisogno di quel denaro per andare in affitto?
Non mi piace nemmeno non poter avere un rapporto decente con la mia famiglia perchè vorrei aiutarli. Ma non voglio lasciare il mio ragazzo, un lavoro a tempo indeterminato, quelle poche sicurezze che ho per seguire qualcuno che mi fa solo soffrire.
Sono esausta da questi mille pensieri. Sembra che per ogni passo che faccio in avanti vengo spinta due indietro.
Scritto da: YsoulY mercoledì, 23 settembre 2009 alle ore 18:05 | link | commenti (5) |
Facciamo il bis...
Continua la saga "Eny serena" (e non avete idea di quanto me la godo).
Anche ieri sera sono stata bene. E. è venuto da me al lavoro mezz'ora prima che uscissi. Siamo stati al telefono una ventina di minuti per tenerci compagnia. Poi mentre chiudevo le finestre dell'ufficio l'ho guardato: era seduto su uno scalino del condominio, appoggiato al muro, con il pc aperto, tutto concentrato...è così bello
Siamo andati a casa mia assieme, abbiamo cenato (ho evitato per due volte di farmi venire il vorticamento di palle) e poi siamo usciti.
Tappa al bar di Gianni a bere qualcosa e poi a casa sua a testare per l'ennesima volta le doghe del letto (eh, che volete farci...). Abbiamo riso tanto, parlato, scherzato...adoro i momenti in cui sono serena. Mi piace stare bene e far star bene chi mi circonda.
E' in giornate come queste che mi rendo conto di essere me stessa. Io non sono la EnY incazzata col mondo, triste, nervosa...io sono quella che ama le cose semplici, la tranquillità, quella che a volte preferisce la solitudine ma che se è in compagnia riesce a rallegrare tutti, sono quella che cucina, che legge, che ti fa un favore disinteressatamente...sono quella che può dare tutto a chi lo chiede con gentilezza.
Quando sto male penso di essere una persona cattiva, brutta e insopportabile. Una che non merita niente dalla vita. In realtà, in quei momenti sono solo una ragazzina che soffre. Ma sotto il manto di dolore cìè una donna con tante qualità che vuole Vivere.
Scritto da: YsoulY venerdì, 28 agosto 2009 alle ore 09:29 | link | commenti (8) |
Ho un pensiero che ogni tanto si fa sentire, forse meglio definirlo sentimento.
Mi sento sola.
A volte le circostanze rendono evidente il fatto che io non ho una vita sociale. Diventa tutto così chiaro da far male.
Chi ho io attorno a me per condividere la mia vita?
La mia famiglia? Con loro sono stati davvero pochi i momenti in cui ho avuto una vera conversazione. Sono cresciuta con un padre che quando mi parla sa solo dirmi che non faccio niente o che faccio tutto sbagliato, che creo solo problemi e sono una ingrata, che sono una incapace e sono malata. Mia madre mi parla per lamentarsi perchè non faccio le cose come evidentemente andrebbero fatte, per chiedermi di non litigare con mio padre altrimenti lui ci lascia, le volte che riesco a parlare con lei di cose frivole o cose anche serie lei comincia a parlarmi sopra perchè lei ha anedotti più divertenti o più interessanti da raccontare. Con mia sorella ormai non mi riesce più tanto spontaneo parlare, dopo certi atteggiamenti dopiogiochisti che ha avuto non mi sento libera di confidarmi.
Chi altro ho? E., chiaramente. Lui mi ascolta, mi consola, mi fa ragionare, mi sostiene. Però, poverino, finisce che lo tarmo.
Poi? Parlo con le mie colleghe. Persone che in fondo non conosco ma che mi ascoltano e mi danno qualche consiglio.
Basta.
Quello che mi fa star male, comunque, non è tanto il bisogno di avere qualcuno a cui raccontare i miei problemi. Mi son dovuta abituare a non avere nessuno che mi ascolti.
Mi fa male rendermi conto che non ho neanche un amico. Zero. La mia vita sociale fa schiffo.
Da una parte è vero che sono una persona che preferisce la solitudine. Ma non sono un eremita. E ogni tanto sento il bisogno di avere una amica da chiamare per andare a fare un giro al centro commerciale, qualcuno da chiamare per ritrovarci a mangiare qualcosa assieme, a guardare un film...non so, quelle cose che di solito si fa.
Non pretendo l'amica del cuore. Solo delle persone con cui parlare, con cui trascorrere delle ore spensierate. Gente con cui confrontarmi e da cui imparare cose nuove.
Oggi sono abbastanza triste. Ieri sera non ho visto E. perchè c'era un tempo bruttissimo e non mi sono fidata ad andare in giro per strada. Poi quando mi chiama mi dice che giovedì va a casa di un amico a passare il pomeriggio e la sera (bis della giornata giochi con gli ex compagni di scuola). Venerdì, sabato e domenica sera lavora, quindi me li passerò a casa da sola (beh, coi miei, che è forse peggio).
Io non ho nessuno con cui trascorrere del tempo in alternativa  a lui. La cosa mi fa male e di riflesso mi incazzo. Ieri, dopo che mi ha chiamata, ho fato fatica a riaddormentarmi. C'era un misto di tristezza e rabbia dentro di me.
Giovedì scorso ho accompagnato E. fino a un posto a quasi 40 chilometri da casa mia perchè aveva una festa di compleanno di un amico, e non avendo la machina aveva bisogno di un passaggio. Quando siamo arrivati (io non ero invitata) l'ho accompagnato fino al parcheggio della pizzeria dove c'erano tutti. E. mi aveva detto che potevo stare li un po' e magari bermi una birra con loro. Ma dopo 5 minuti mi sono accorta di essere assolutamente fuori luogo. C'erano i compagni di classe del festeggiato (tra cui E.) da una parte e la compagnia di amici dall'altra. Sconosciuti che però erano a loro agio. Io sembravo la sorella maggiore che cercava di imbucarsi. Ho visto E. talemente contento di stare lì (mentre io lo seguivo come un cagnolino per non ritrovarmi da sola a guardare il pavimento in un angolino) che me ne sono andata via subito, prima che tutti notassero quanto ero ridicola. [poi vengo a sapere che una delle ragazze invitate si divertiva a "scaldare gli animi" stando seduta a gambe aperte. Inutile precisare che non indossava i pantaloni, ma un bel paio di minigonne. E. ha commentato la cosa dicendo "cazzo, se non fosse che sono impegnato, una botta gliela davo...ma sono fedele e poi mi basta pensare a te e a quanto sei meravigliosa perchè mi passi la tentazione".]
Succede che ogni volta che E. esce con qualcuno io in automatico mi ratristo e divento acida. Probabilmente sono invidiosa. Però cerco sempre di non fare scenate con E. perchè anche lui in fondo non ha amici con cui uscire spesso. E se gli capita ogni tanto di ritrovarsi con qualcuno, è logico che faccia cose come non chiamarmi per tutto il giorno. E' talmente preso dal fatto di trascorrere del tempo con gli amici che io sparisco dai suoi pensieri.
Il brutto è che non so come rimediare a questo. Insomma, gli amici non li trovi sullo scaffale del supermercato.
So di aver scritto un mucchio di cose sconnesse. Ma in questo momento i miei pensieri e i miei sentimenti sono ingarbugliati.
Scritto da: YsoulY martedì, 04 agosto 2009 alle ore 11:18 | link | commenti (6) |
Domenica ci sarà un'altra piccola discussione sul tema L'indipendenza di EnY.
Devo comunicare a mio padre la decisione definitiva. Se rimango o li seguo. Oltre a mio padre, naturalmente, qualcun'altro mi ha chiesto se sono sicura della mia scelta. Mi è stato detto di pensarci bene e fare quello che sento sia giusto fare.
Inutile dire che più di una volta mi ha assalita l'ansia e ho pensato che da sola non posso farcela, può capitarmi qualche grossa difficoltà o chissà cosa. E mi sono resa conto che sì, sono paure fondate e che penso tutti abbiano nel momento di fare un passo del genere, ma la maggior parte delle volte l'ansia è stata creata dai discorsi di mio padre.
Non crediate che io non mi sia messa nei suoi panni. Capisco quanto si possa soffrire al pensiero di avere un figlio così distante, la paura che possa succedergli qualcosa. Ma mentre quando lui ne parla ad estranei fa la il padre preoccupato, quando parla con me le sue frasi diventano "sei una irresponsabile, come pensi che io possa lasciarti stare da sola?", "solo io posso farti stare bene, tu non riuscirai mai a guarire da sola.", "cosa pensi, che la vita sia facile? Non ce la farai mai da sola.", "Vedrai quando avrai qualche problema...a chi andrai a chiedere aiuto o consigli?"...il tutto detto con un bel tono che chiarisce quanto io per lui sia incapace di fare qualsiasi cosa senza la sua supervisione.
E sapete quale è la mia paura? Di ritrovarmi a quarant'anni ancora attaccata ai suoi pantaloni con il terrore di avere un minimo di iniziativa perchè sicuramente sbaglierei.
Io voglio poter dire "almeno c'ho provato". Ma più che altro vorrei dire "Ce l'ho fatta, non sono poi così stupida".
E la mia famiglia mi soffoca, purtroppo con loro che mi alitano costantemente sul collo non posso farcela.
Ieri sera, ad esempio, E. ha avuto un piccolo problema a casa. E io, invece che stare con lui fino a quando sarebbe potuto tornare a casa e andare a letto, me ne sono dovuta andare, lasciandolo da solo al parco giochi, un po' incavolato e triste per la situazione. Lui c'è sempre quando io sto male e per una volta che lui ha bisogno di me, io non ci sono, perchè se torno a casa dopo le undici rischio di ritrovarmi con mio padre che mi urla di vergognarmi perchè torno tardi, ect...
Ieri volevo fare una grigliata per cena, da mangiare con mio padre, mia sorella ed E. Ma non ho potuto perchè c'erano gli avanzi da mangiare, perchè mia madre non vuole capire che siamo in quattro, non in venti, e che il mangiare dopo un po' che è cotto fa anche schiffo. A pranzo sono tornata a casa dopo nuoto, il che vuol dire che avevo una fame allucinante ma mi son dovuta mangiare un pomodoro e tre filetti di acciughe sott'olio. L'alternativa? Zucchine e verze cotte, lasciate rigorosamente fuori il frigo ad inacidirsi; cetrioli o verza in insalata, rigorosamente soffocati nell'olio; tre cucchiai di risotto secco del giorno prima; pasta che a guardarla mi veniva male, pasta che ritroverò oggi a pranzo mezza brucciachiata e gommosa. Ed è così ogni giorno. Il tutto da mangiarsi circondata dai piatti sporchi degli altri, sopra il tavolo sporco di bricciole e acqua.
Voglio andare fuori per il weekend? Non posso, guai se dormo fuori una sera.
Voglio initare a casa qualcuno? Dovrei reggere sguardi torvi da mio padre, non si sa perchè, o sopportare mia madre che mentre preparo da mangiare viene a dirmi che sbaglio e di fare così invece di colà.
Mio padre ha fatto il terzo grado a mia sorella l'altro pomeriggio che siamo tornate da 15 minuti di giro in bicicletta intorno a casa.
Mia madre si limita a cucinare per un regimento e lavari i piatti. Non fa altro.
La casa è un porcile. Mia sorella non fa niente perchè deve studiare. Mio padre...lui è pulitissimo come persona ma sia mai che passa anche solo la scopa in cucina.
Io mi ritrovo come ieri a dover mangiare in venti minuti perchè sono andata a nuoto e nonostante il poco tempo, a mettere su la lavatrice.
Poi devo passare ore a stirare. Se passo per terra, tempo due ore e trovo i pezzi di fango attaccati al pavimento. Pulisco il bagno e lo ritrovo sporco uguale il giorno dopo, con il lavandino pieno di capelli, il tappetino fuori la doccia pieno di terra, il water ridotto a un cesso in tutti i sensi.
Quindi, sì. Sono sicura di voler stare per conto mio. E sono convinta che se per qualche motivo mi andrà male, non rimpiangerò tanto facilmente questa decisione.
Scritto da: YsoulY venerdì, 03 luglio 2009 alle ore 09:38 | link | commenti (11) |
Ci sono delle cose che penso e sento che per me sono ovvie e fondamentali ma che la gente non comprende o snobba.
Cose che per gli altri risultano divertenti perchè "dette scherzando" a me fanno male o mi offendono. Anche con E. ho questo problema.
Uno dei grossi problemi tra noi due è il fatto che io non parlo. Non in generale, mi riferisco al fatto che quando sono arrabbiata o triste per qualcosa preferisco chiudermi in me stessa piuttosto che parlare con qualcuno. E a lui da fastidio. Molto.
Io faccio così per diversi motivi: sono cresciuta quasi isolata senza l'opportunità di confidarmi quando ne avevo bisogno. Mi sono sempre sentita rifiutata e messa da parte da chi avrebbe dovuto consolarmi e darmi affetto. Così ho imparato a stare per conto mio, ho dovuto tenermi tutti i miei pensieri e le mie paure riposte in un angolino e ora è molto difficile riuscire a spiegare a qualcuno ciò che provo.
Un'altra cosa che mi blocca è il fatto che la gente giudichi i problemi altrui come sciochezze. Le proprie difficoltà sono sempre più gravi di quelle degli altri. Quindi spesso non ci diamo il giusto peso ma, anzi, facciamo sentire l'altro come uno stupido che si preoccupa inutilmente quando c'è gente messa peggio, con veri problemi.
La cosa che forse mi da più fastidio e raccontare la mia preoccupazione e sentire l'altro che filosofeggia spiegandomi come fare a rissolvere il tutto in quattro e quattr'otto, senza minimamente comprendere come mi senta io in quella situazione. E' facile dire "basta fare così". E., ad esempio, è una di quelle persone che si fa scivolare le cose adosso e ha un bel autocontrollo. Secondo lui, basta dire "non mi incazzo" e io dovrei riuscire a non incazzarmi perchè siamo noi che controlliamo mente e cuore. Sono triste? Dovrei semplicemente dimenticarmi del motivo e andare avanti sempre sorridente. Mi dice che anche a lui sono capitate cose brutte nella vita (verissimo) ma ha capito da tempo che piangere, incazzarsi o deprimersi non serve a nulla perchè non rissolvi il problema (verissimo). E allora devi semplicemente andare avanti con il sorriso in faccia, senza stare li a rimuginare sulle cose e rovinare a te e a che ti circonda la giornata.
Un'altra cosa che sostiene è che io parto sempre con l'idea che le cose mi andranno male, e se mi vanno bene allora mi creo i problemi da sola. Secondo lui, io mi sveglio la mattina e alla prima sciochezza che va un po' storta mi dico subito "questa sarà una giornata di merda" e con il mio pessimismo innesco una catena di cose che vanno male.
Molte di queste sue teorie sono vere o quasi e molte mi fanno girare i coglioni di brutto perchè generalizza le cose.
E' vero, sono pessimista, mi incazzo per cose stupide e mi rovino le giornate perchè non riesco sempre a fare finta di niente.
Posso darti ragione su tutto ma una cosa deve esserti chiara: tu non hai vissuto con me per 24 anni, 24 ore su 24 e non sai tutto quello che mi è successo e mi succede, quindi non puoi sapere un cazzo di come mi sento. Se a volte me la prendo per cazzate sappi che c'è un motivo. Qual'è? Beh, c'è una leggera differenza fra me e te, fra le persone in generale. Ci sono quelle come te a cui sono capitate e capitano cose brutte ma hanno il tempo di riprendersi. Ci sono persone come me che ogni santo giorno si trovano a dover combattere contro tutto e tutti. Se oggi ti danno una pedata, tu soffri. Domani però ti farà meno male e tra una settimana non sentirai più alcun dolore. A me oggi hanno dato una pedata? Domani me ne daranno un'altra sullo stesso punto, dopodomani mi pesteranno un piede, il giorno dopo non succederà nulla, quello dopo ancora mi spacheranno il naso e vrò un oocchio nero...ho reso l'idea?
Vogliamo un esempio?
Ieri. Mattinata tranquilla. Pomeriggio: arrivo in ufficio e devo sopportare per tutto il pomeriggio due tizi che fanno la pulizia ai clima. Il che vuol dire: gente che va avanti e indietro, rumore, odore di disinfettante, mezz'ora di freddo allucinante perchè devono provare il clima al minimo, il tutto con un mucchio di lavoro da finire entro fine mese. Ma va bene, reggo cercando di concentrarmi sul lavoro. Poi esco dall'ufficio e le cose vanno sempre meglio...
- vado dal meccanico come d'accordo per vedere a che punto è la mia macchina e lui non c'è;
- vado a casa e chiedo a mia sorella se mi da il numero di cellulare del meccanico per chiamarlo e lei mi dice di si per poi mettersi a traficare col pasticcio che sta preparando mia mamma (chissenefrega del fatto che vado di fretta e che io mi faccio in quattro per farti subito i piaceri che mi chiedi);
- mangio un piatto di minestra al volo e quando sto per finirla sento in bocca una cosa strana e un saporaccio disgustoso. Probabilmente me sono magnata un insetto e mi son dovuta tenere il saporaccio in bocca per un'ora;
- avevo pensato di andare in farmacia e a prendermi un abbronzante approfittando del fatto che E. esce dal lavoro una ora dopo di me, dopodichè sarei andato da lui una oretta e poi a farmi fare dei massaggi da un'amica. Ma nel pomeriggio non è più dovuto andare al lavoro, quindi rinuncio a fare quello che mi ero programmata per passare più tempo con lui;
- arrivo a casa di E. e incrocio suo papà nel parcheggio che mi dice che E. non c'è perchè è andato dal dentista con sua mamma. Mi dice di provare a chiamarlo per sentire quando torna. Io lo chiamo un paio di volte ma non risponde;
- allora riparto per andare in farmacia, così almeno faccio qualcosa di utile. Mentre sono per strada mi chiama E. e scopro che è a casa (suo papà si era confuso).
- arrivo in farmacia: è chiusa.
- torno a casa da E. con le palle un po' girate: ho perso tempo, non sono riuscita a fare niente di quello che dovevo fare, ho mal di schiena. Lui mi fa girare ancora di più le scatole con il suo atteggiamento scherzoso e di presa per il culo perchè mi incazzo per stupidate quando basterebbe lasciar perdere.
Certo, tutte le cose che mi sono successe ieri, prese una per una, sono veramente stupidate. Ma se queste stupidate ti capitano quasi ogni giorno per tutta la tua vita (senza contare i problemi gravi e la mancanza di sotegno anche solo morale) la tua pazienza comincia a risentirne. [E' questo il punto clou del problema "te la pigli per troppo poco"].
Alle nove me ne vado scazzata, mi faccio fare i massaggi (dolore atroce) e torno da lui per "fare pace". Lo chiamo tre volte e non risponde. Salgo a casa sua e dopo un quarto d'ora ce ne andiamo al bar perchè a casa c'è un casino insopportabile. Al bar mi chiede di spiegargli perchè sono arrabbiata. Io ci provo, comincio a dirgli che non mi piace che lui dica che sono sempre arrabbiata perchè il fatto che io non sorrida  è normale, non vuol dire che sono arrabbiata. Forse sono solo triste o stanca, o forse è solo che di natura ho la faccia con una espressione seria, punto e basta. Mentre sto parlando, lui se ne esce con una delle sue frasi tipiche "si, si brava...dicono tutti così". Classica frase detta scherzando perchè a lui va di fare il coglione ma che mi ferisce. Io sto facendo uno sforzo per spiegarti il più chiaramente possibile cosa provo e tu mi prendi per il culo. Anche se so che ti interessa davvero e lo fai senza cattiveria, ti ho detto più di una volta che mi fa male. Non mi piace essere interrotta quando parlo, figurati quando cerco di esprimerti i miei sentimenti.
L'ho mandato gentilmente a cagare e sono uscita dal bar. Mi ha seguita e abbiamo chiarito. So che prima o poi lo rifarrà ma pazienza.
Qualcuno, tanto tempo fa, disse "Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà."
Certa gente dovrebbe tenere a mente queste parole.
Scritto da: YsoulY giovedì, 21 maggio 2009 alle ore 10:24 | link | commenti (3) |
La mattina ha l'oro in boca, la EnY l'alito che puzza.

Scopro (per l'ennesima volta) che andare a letto presto la sera non significa che la mattina dopo ti sveglierai un po' prima del solito e sarai bella pimpante.

Ne è la prova, ad esempio, il fatto che ora sono in ufficio e tra un paio di minuti andrò in bagno a pettinarmi e lavarmi denti (così non mi puzza più l'alito) e faccia.

Almeno la pipì l'ho già fatta.

Scritto da: YsoulY giovedì, 19 febbraio 2009 alle ore 08:49 | link | commenti (10) |

Lo so, state tremando all'idea che non scriva per altre due settimane e poi torni e me ne esca con qualche cretinata stile post precedente...

Ma non temete...

...non ci metterò così tanto a sparare la prossima cazzata.

Scritto da: YsoulY lunedì, 02 febbraio 2009 alle ore 16:44 | link | commenti (2) |