A partire da venerdì sera. Dovevo fare dei dolci per il compleanno della mamma di E. Il programma prevedeva uscire dall'ufficio, dare ripetizioni per un'ora, fare una quantià esagerata di dolciumi assieme al mio amore, portare qualche assaggio a Gianni (il nostro bar di fiducia) e il resto a casa di E.
Peccato per l'imprevisto: la micia di mia sorella stava male così, dopo aver infornato i muffin alla banana, siamo andati in comitiva a portare la micia all'ospedale veterinario. Sono tornata a casa con una gatta mezza pelata, mia sorella felice perchè l'hanno salvata, E. morto di sonno ed io con 200 euri in meno
.
Alla fine sono andata a letto alle due del mattino, un po' dispiaciuta di non essere riuscita a cucinare i dolcetti come avrei voluto (per fortuna sembra siano stati ugualmente apprezzati
). Per non parlare del fatto che prevedo che la prossima volta che metteremo piede al bar verremo fucilati 
Sabato siamo andati in fiera, giornata divertente, ho acquistato un bel po' di cose per il mio portatile...
......buahhhh, sigh!!! Rivoglio il mio pc!!! Gnèèèè!!!
[attimo di disperazione]
Ho passato sabato sera e domenica mattina terrorizzata da una cosa che mi ha detto E., cioè che è stuffo delle mie scenate, che mi incavolo continuamente, gli tengo il muso e non gli rispondo. Ho pensato "ecco, è la volta buona che mi lascia". Per fortuna non è uno che molla tanto facilmente. Certo non è perfetto, ma in quanto a sopportazione è un santo. Mi sono talmente ca**ta addosso che mi è passata la voglia di fare la vittima del mondo (e speriamo che duri, amen
).
Domenica mattina passata al mercato di Crespano dove mi son comprata qualche capo di abbigliamento (maledetta ciccia -leggi: EnY mangia panini con la porchetta e poi lamentati della linea-) dato che ormai il mio nuovo corpo non vuole stare dentro i vecchi pantaloni
.
Scena da ricordare di domenica. Ore 11:00, solita telefonata internazionale a mio papà. Dopo i soliti discorsi gli dico:
Io: guarda che non sono con mamma e Agostina, appena finiamo di parlare io metto giù e loro ti chiamano.
Pa: Ah, e dove sei?
Io: In un paesino dove fanno un mercato...
Pa: Ah, va bene...allora ci sentiamo domenica prossima...
Io: Certo...ah, E. ti saluta [giuro, era lì che mi guardava e continuava a dirmi "Salutamelo"...il mio uomo è moooolto coraggioso
]
[attimi di panico...attesa di reazione...]
Pa: Chi?
Io:
...E....
Pa: Ahhh...grazie ricambia...
Io: Ok...ci sentiamo domenica, ciao...
Pa: Ciao...
L'ho mai detto che la mia famiglia IO NON LA CAPISCO?
Vorrei un minuto di silenzio per la momentanea perdita del mio amato portatile.