Oggi sono rientrata in ufficio (yuppi). Finite le “ferie”.
Non ho fatto nulla in particolare, ho pulito casa, fatto qualche lavoretto in giardino. E ho passato del tempo con E. (mai abbastanza).
Sono successe cose belle e cose brutte.
Partiamo dalle brutte:
mio padre continua imperterrito a rovinarmi le giornate (e io continuo a sforzarmi di non prendermela con il mondo per questo). Sabato se ne è uscito con “fammi il conto di quanti soldi ho in banca così ti restituisco quello che hai pagato per il geometra, ect…”.Del tipo, io non voglio più avere niente in sospeso con te. Mi ha fatto parecchio male la cosa, tanto che dal nervoso me ne sono andata via da casa di E. per ben due volte. Quando sono ritornata per la seconda volta, lui mi ha dato un foglio con il conto alla rovescia dei giorni che mancano alla sua partenza. Non so come faccia ancora a sopportarmi.
Sento sempre più tristezza per l’imminente separazione. Certo non sopporto avere vicino mio padre ma mi mancherà mia sorella. E mi fa molto male constatare come la mia famiglia mi stia allontanando da sè.
Altra brutta notizia è che Rosichio è nel paradiso dei criceti. Mercoledì scorso sono tornata a casa la sera e l’ho trovato morto. Che tristezza.
Le cose belle…
L’altra sera, per la prima volta, ho visto una stella cadente.
Una delle bimbe che abitano nel condominio dove c’è il nostro bar preferito mi ha detto “Lo sai che ti voglio tanto bene? Sei la mia migliore amica adulta ma giovane!” Beh, la cosa si commenta da sola.
Ieri mezzogiorno sono andata con E. a fare un pic-nic. Noi due, una coperta, cibo, circondati da alberi e silenzio. Meraviglioso! Per un paio di ore sono stata davvero serena, guardavo l’uomo che amo e sorridevo felice.
Ho constato che sono riuscita a buttare giù quei chiletti che mi sentivo di troppo. Sono ancora tondeggiante ma almeno ora mi sento più a mio agio.
Forse c'è dell'altro ma ho la testa troppo ingarbugliata per ricordarmi tutto.
Intanto tengo botta...tra un mesetto potrò andare al mare con E. e passare intere giornate con lui, senza il pensiero di dover rientrare entro tot ora o di quale sfuriata mi attenda dietro la porta.