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Utente: YsoulY
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Sono il bene e il male.
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Odi et Amo
Amo

Leggere...perdermi per un attimo in un altro mondo;
Scrivere...creare con la fantasia;
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Il cioccolato fondente extra, bello amaro;
La natura e gli animali;
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Cucinare e mangiare.



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L'ipocrisia, il vittimismo, il menefreghismo, spesso me stessa...odiare.
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Frase scorrevole
Il gioco dovrebbe essere considerato l'attività più seria dell'infanzia. (Montagne)



Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell'uomo più passione che ragione perchè fosse tutto meno triste, difficile, brutto, insipido, fastidioso. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. (Elogio alla Follia)



Il Paradiso lo preferisco per il clima, l'Inferno per la compagnia (Mark Twain)



Se pensi a una cosa alle tre del mattino e poi ci ripensi l’indomani a mezzogiorno, arrivi a conclusioni diverse. (Snoopy)



E' meglio accendere una candela che maledire l'oscurità. (Madre Teresa di Calcutta)



Quando odiamo qualcuno, odiamo nella sua immagine qualcosa che è dentro di noi. (Herman Hesse)



La tierra no es una herencia de nuestros padres sino un prestamo de nuestros hijos. (antiguo refran indio)



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Son tornata siore e siori... preparatevi al peggio! [paura eh?!]
No, cioè, vogliamo parlarne?
Ieri mattina mi sono infilita un dito nell'occhio.
Questa mattina stavo per mettere la biancheria sporca in frigo invece che in lavatrice.
Ora mi sono accorta di aver indossato le mutande con il davanti sul didietro.
[mi sa che urgono ferie]
Scritto da: YsoulY martedì, 30 giugno 2009 alle ore 09:48 | link | commenti (11) |
Cominciano a starmi sulle palle i fine settimana. Ultimamente ho trascorso delle domeniche da schiffo, tutte a causa dell'attuale batibecco con mio padre "vieni anche tu, no io no".
Ieri sono andata dalla suora. Si, proprio quella.
La settimana scorsa mio padre mi ha detto che domenica pomeriggio doveva andare per farsi vedere ancora il piede che gli faceva male e che se volevo potevo andare anche io così mi dava una occhiata. Da come l'ha detto sembrava che dovessi farmi fare un massaggio o roba del genere per la schiena e io, ingenua, ci sono cascata. E' che c'ho sti momenti di bontà cosmica in cui faccio sacrifici per il quieto vivere. Ho pensato, per l'ennesima inutile volta, che non mi costava niente fare un piccolo sacrificio e accontentarlo, avrei potuto rendere più disteso il clima in famiglia.
[e qui gradirei un coro di stupida!]
Va beh, in poche parole vado da sta suora con mio padre, appena entriamo capisco che aveva macchinato tutto per farmi andare così "spieghi alla suora qual'è il problema, le dici che sei depressa e tutto quanto...".
E allora è salita di nuovo quella sensazione. Mi sono sentita raggirata, tradita e stupida (tanto stupida) per esserci cascata ancora.
Ho dovuto aspettare più di mezz'ora perchè era impegnata. Mezz'ora in cui ho cercato di non piangere, infilzandomi le unghie nelle braccia per concentrarmi su qualcosa che non mi facesse cedere. Poi mi ha fatto entrare ed è entrato anche mio padre. Lei mi ha chiesto di dirle cosa c'era che non andava, io non ho aperto bocca, ero ancora troppo impegnata a non piangere. Dato che io non parlavo, se ne esce mio padre con "e non la vede? E' sempre così, bla bla, bla...."
Non ce l'ho più fatta. Ho cominciato a piangere, allora ho preso la borsa e sono uscita. Mio padre ha cercato di bloccarmi, l'ho scansato e me ne sono andata.
Ero tentata di piantarlo lì. Mi sono seduta in macchina. Poco dopo ho visto arrivare la suora con mio padre. Lei si è avvicinata alla macchina e senza che io aprissi bocca mi ha detto che mio padre mi vuole tanto bene, che io non sono malata come crede lui ma, anzi, sono una bella persona e sono sanissima. Mi ha detto che secondo lei io ho solo bisogno di starmene un po' per conto mio, lontano dalla mia famiglia. L'unico problema che ho è che devo ritrovare me stessa e scacciare il magone che sento. E in questo momento posso farlo, perchè ho un lavoro, sono grandicella e abbastanza matura.
So che mio padre le ha parlato di me le altre volte che è stato da lei, ma non credo che gli abbia anche accennato al fatto che non volevo seguirli. Comunque sia, che l'abbia capito da sola oppure no, ha fatto avvicinare mio padre e gli ha spiegato che io non ho alcun problema, solo bisogno di stare serena, di ritrovarmi e per farlo devo essere indipendente e stare per conto mio. Mio padre ha detto che per lui poteva anche andare bene, ma non voleva lasciarmi qui da sola mentre lui era a migliaia di chilometri di distanza perchè se mi succedesse qualcosa non potrebbe venire da me in un paio d'ore. [A lei non ha detto che per lui sono una irresponsabile, che da sola non posso cavarmela, ect.]
Sono state dette tante cose. Tornati a casa abbiamo parlato ancora. Solito argomento. Mio padre ha detto di pensarci ancora e domenica prossima dirgli se voglio andare con lui o rimanere. Ora è titubante anche sul fatto di lasciarmi qui con mia madre. Lui sostiene che io abbia qualche problema con lei e che, dopottutto, se voglio stare da sola non ha senso che rimanga qui anche mia madre perchè sarei sempre nella stessa situazione.
E' stato un pomeriggio estenuante (contando la quantità di roba che ho stirato, pure) ma forse è servito a qualcosa. A quanto pare mio padre è disposto a concedermi i miei diritti, sempre che sia qualcuno in cui lui ha fiducia a dirglielo. E io non rientro in quel gruppo.
Mio padre mi ha pure detto che E. è troppo piccolo per me, che io sono una persona di un certo livello perchè ho un titolo di studio importante e un buon lavoro, quindi dovrei trovarmi qualcuno più grande di me e di una certa posizione. E che comunque ho ancora tanta vita davanti a me e non devo fissarmi su una unica persona. E che quando decido di stare con qualcuno mi dovrò sposare, non convivere, per fare le cose fatte bene, che se poi mio marito mi pianta e se ne va io non rischio di trovarmi senza niente, non bisogna mai fidarsi. Credo che nel suo vocabolario non esistano le parole fiducia, amore e tante altre.
Sono un po' inquieta, riesce sempre a farmi sentire insicura. Però voglio provarci. Staro da sola per un po' e se va male, pazienza. Almeno non avrò rimpianti.
Scritto da: YsoulY lunedì, 29 giugno 2009 alle ore 10:16 | link | commenti (3) |
Riassunto...
Bene, aprofitto del fatto che una volta tanto splinder non mi chiede di essere paziente e mi lascia scrivere .
- mia sorella è sotto esami di maturità...speriamo finisca di una buona volta perchè la scuola fa male.
- anche E. è sotto esami, oggi ha l'orale finale.
- questa mattina in ufficio ho fatto tremila cose diverse, delle quali la maggior parte per fare favori a qualcuno.
- quelli dell'agenzia delle entrate secondo me staccano il telefono e vanno al mare perchè non rispondono mai (maledetti).
- domani, salvo imprevvisti tipo tempesta o rapimento alieno, vado al mare. E anche se non prendo il sole, comprerò il pesce, cozze e vongole per una bella spaghettata sbav...
- gli uomini sulla cinquantina, grandi e grossi, che alle otto del mattino portano a spasso il barboncino, mi fanno senso.
- devo cercare di recuperari i dati dall'hard disk della mia collega durante il week end (maledizione alla mia generosità).
- mi sento una supergnocca solo perchè ho buttato giù qualche chilo. E il fatto che E. mi abbia detto "ma dove è finita tutta la ciccia? Per fortuna hai ancora le gambe un po' cicciotte...senti che bello [e intanto palpeggiava le mie cosce]" mi ha fatto gongolare .
- ultimamente ho fatto progressi notevoli in piscina (confermato dall'istruttore). Phelps, caro, comincia a tremare...muaahhh ja ja! Alle prossime olimpiadi ti faccio mangiare la polvere! jajjajaja! [scusate, piccolo momento di delirio di onnipotenza]
- vado a svuotare il cestino della carta...buon pranzo!
Scritto da: YsoulY venerdì, 26 giugno 2009 alle ore 12:18 | link | commenti (2) |
Dovreste vedermi...
...c'ho un sorriso stampato in faccia oggi che fa paura.
Deducetene pure che la serata di ieri è andata molto bene .
Ho solo avuto un attimo di tristezza appena arrivata a casa di E. Quando mi sono seduta a tavola mi è venuto in mente che basta guardare dove ceno per capire che è tornato mio padre. Quando lui non c'è ceniamo spesso da me, così ho occasione di cucinare per E. Quando invece torna mio padre, io sono quasi sempre a cena da E. Mi sono sentita una scroccona e così ho mangiato solo mezzo cetriolo. Solo che avevo tantissima fame e mal di pancia. E. che mi ha vista triste mi ha detto se andavamo a fare quattro passi così magari mi tranquilizzavo. Una volta fuori gli ho spiegato che mi sembrava di aprofittare a mangiare così spesso da loro. E' seguita una ramanzina perchè sono loro che mi invitano, non io che mi imbuco, quindi non devo preoccuparmi, dopodichè mi ha trascinata al solito bar per mangiare.
Per variare menù Gianni ci ha preparato delle allette di pollo piccanti buonissime. Tanta birra...e sono andata via ancora con il mal di pancia, questa volta a forza di ridere.
E' stata davvero una bella serata, soprattutto la conclusione. Certi momenti sono sempre belli ma alcune sere sono più speciali di altre. Sono sere in cui smetti di dare per scontato le cose e ti rendi conto davvero che la persona che hai accanto è meravigliosa e tu sei molto fortunato.

http://www.albamarina.it/uploaded_images/margherite-787128.jpg
Scritto da: YsoulY martedì, 23 giugno 2009 alle ore 09:34 | link | commenti (6) |
A te
Sei comparso così...all'improvviso
e la mia mente no, ma l'anima sapeva già che sarei stata tua.
E per la prima volta ho dimenticato il mio pudore, la mia vergogna...
non ho più pensato a quanto potessi essere brutta o insignificante
ho pensato a te...ti volevo, avevo bisogno di te.
Ho passato giorni a sperare che arrivasse il fine settimana per poterti vedere.
Ricordo le prime volte che ti accompagnavo a casa dopo il lavoro...
il leggero imbarazzo che cresceva quando eravamo arrivati ma facevamo di tutto per prolungare il momento del saluto.
Le volte che abbiamo cominciato con l'abassare i seggiolini della macchina per goderci la tranquilità della sera...
la prima volta che ci siamo abbracciati, sempre più stretti, con il viso così vicino l'uno dall'altra...
il cuore che batteva impazzito, la voglia di baciarci che era così evidente ma c'era ancora una vocina che bisbigliava "sei sicuro che lo voglia?"
E poi è successo.
Non credevo che un semplice bacio potesse farmi provare così tante emozioni.
Non credevo nemmeno di poter amare qualcuno così intensamente.
Vorrei trovare il modo per ringraziarti
per tutto il bene che mi hai fatto.
http://digilander.libero.it/oltreunsogno/coppia
Scritto da: YsoulY lunedì, 22 giugno 2009 alle ore 16:27 | link | commenti (1) |
Categoria: pensieri, tesoro mio
new week...
Continuo a passare i giorni tra alti e bassi. Ma lasciamo stare che sono stanca di parlare del solito argomento.
Piuttosto, ieri sera sono andata a lavorare in pizzeria, il che vuol dire che mi sono mangiata una delle loro meravigliose pizze (cucinata con tanto amore da E. ).
Mi sono trovata bene, come sempre. Nonostante il mal di schiena forte, il caldo e la solita ansia da prestazione, è andato tutto liscio. I colleghi, poi, sono molto simpatici quindi, alla fine, ci si diverte pure. E guadagnare qualche soldo extra non è che mi faccia proprio schifo.
Il problema di oggi è come riuscire a gestire l'ormone impazzito. Ho ancora in mente il sogno che mi son fatta ieri sera ...l'astinenza forzata mi fa male, mannaggia.
Scritto da: YsoulY alle ore 12:08 | link | commenti (3) |
Categoria: amici, stralci di vita, voglia di, tesoro mio, about my weekend, im going to the neuro, ormone impazzito
http://farm4.static.flickr.com/3002/2908244704_8b3b51169d.jpg?v=1222978518

Ho voglia di fresco
di nuovo
di sentirmi rinascere.
Ho voglia di sentire la vita
accanto a te.
Ho voglia di guardare al futuro
perchè quando l'incertezza mi circonda
tu mi abbracci
mi dici che ci sei
e che tutto andrà per il meglio.
Scritto da: YsoulY giovedì, 18 giugno 2009 alle ore 10:20 | link | commenti (6) |
Anche ieri sera giretto in bicicletta con E.
Mi piace pedalare lungo il fossato ai piedi della collina. Senti il suono dell'acqua, gli uccelli che cinguettano (e te li godi sperando che non ti caghino adosso), l'odore di erba appena tagliatta o di fieno sotto il sole. E mentre pedalo parlo, evito moscerini, rido, scherzo con lui che mi ama incondizionatamente. Lui che vorrebbe soluzionare i problemi che mi assillano. Lui che non ha paura di affrontare mio padre per dirgli che è lui che sbaglia, non io. Lui che è triste perchè io sono triste. Lui che io amo più di chiunque.
Poi pedaliamo fino al nostro bar preferito per riprenderci. Beviamo qualcosa, tipo birra che l'acqua fa male.
E poi scappiamo perchè tutti i bimbi del condominio ci si attaccano alle caviglie appena ci vedono e ok, siete un amore, ma dopo un po' che ci urlate nelle orecchie, ci strattonate, ci mangiate il nostro toast e fate barcollare i bicchieri di birra, ci rubate le bici..dopo un po' l'istinto omicida comincia a risvegliarsi e allora, siccome è meglio fare l'amore che la guerra, andiamo a fare l'amore.
Scritto da: YsoulY mercoledì, 17 giugno 2009 alle ore 12:07 | link | commenti (8) |
Ieri altra giornata pesante. A nuoto ho resistito venti minuti, poi mi son dovuta sedere a bordo vasca per riprendermi. Non riuscivo a respirare bene, avevo ancora la sensazione di un peso enorme al petto e mi girava la testa.
Ieri sera a casa di E. è saltato fuori il discorso del casino con mio padre. La mamma di E. mi ha chiesto se ero convinta di rimanere qui e se l'avrei fatto anche se non ci fosse stato E. Le ho detto di si, che il problema che ho con la mia famiglia mi fa stare troppo male e ho bisogno di allontanarmi da loro. E' stata la prima volta che ho parlato esplicitamente dell'argomento con loro, li ho spiegato a grandi linee il motivo per cui ho preso questa decisione. Non mi hanno giudicata, mi hanno fatto capire che comprendono che la situazione è difficile, sua mamma mi ha detto che l'importante è essere convinti delle proprie scelte. Si vede che a loro dispiace che mi trovi in questa situazione.
Vorrei riuscire a trovare la soluzione migliore per tutti ma se la mia famiglia continua a rimanere sempre sulle sue posizioni non posso farci niente. Posso scendere a compromessi, ma un compromesso comporta una piccola rinuncia da entrambi le parti. E loro di rinunce non ne vogliono fare, come non le hanno mai fatte.

Quando ho detto a mio padre che uscivo, ieri sera, mi ha chiesto a che ora tornavo (prevedibile). Gli ho risposto "come al solito", il che sta a significare 10.30 - 11.00. Di rimando mi fa "alle nove?". Non so se è cattiveria o voglia di prendermi per il culo. Ed è sempre così. E passi una volta, due, tre...dieci. Ma dopo anni, una stupida risposta del genere a me fa venire una fitta al cuore, un misto di tristezza e rassegnazio e tanta rabbia.
A questo punto spero solo che finisca, in bene (meglio) o in male (pazienza). Questo continuo stare sul chi vive mi sta esaurendo. E non voglio più far preoccupare o ratristare chi mi circonda.
Scritto da: YsoulY martedì, 16 giugno 2009 alle ore 11:24 | link | commenti (2) |
Le cose stanno diventando sempre più difficili. Del resto, lo sapevo che questi sarebbero stati mesi pesanti.
Ieri sera mio padre è tornato alla carica.
Mi ha chiesto ancora cosa avevo intenzione di fare ed io gli ho risposto ancora che per adesso volevo rimanere qui. Mi ha detto che allora mi avrebbe lasciato qui mia madre. Al che gli ho detto ancora che io volevo stare da sola.
Mi ha esposto la sua proposta: io li seguo e per un anno sto con loro, guarisco (?) e poi torniamo qui tutti assieme per sistemare la casa. Finito di sistemare la casa, lui potrebbe lasciarmi qui, sempre che io sia guarita.
Mi ha detto che non capisce perchè io ce l'ho con loro e che se non gli spiego qual'è il problema del nostro rapporto, lui non lo può rissolvere. Questa frase mi ha reso ancora più evidente quanto lui non ascolti quello che gli dico. Gli ho spiegato più di una volta che il suo comportamento nei miei confronti mi ferisce, la sua totale mancanza di fiducia, di rispetto e di considerazione. Posso accettare che in tutta la mia vita non mi abbia mai detto "ti voglio bene", ma almeno il rispetto credo di meritarlo. Gli ho detto che non riesco a vivere pensando continuamente che magari appena torno a casa lui se ne esce con una sfuriata per qualche motivo assurdo (tipo che sono una vergogna, leggi pure puttana, perchè la sera torno a casa dopo le undici). Ma lui è sordo ai miei bisogni. Lui pensa solo a realizzare le sue idee, che sono sempre giuste.
Mesi fa, quando gli ho detto chiaro e tondo per la prima volta che non volevo ripartire con loro, mi aveva detto che lui non era d'accordo, ma che se ero decisa mi avrebbe lasciata. Mi aveva anche detto che mi avrebbe lasciato la casa.
Ora le carte in tavola sono cambiate (ha avuto tempo per pensare a come ricattarmi). Lui non concepisce che io sia decisa ad andare per la mia strada. Ieri mi ha detto che se sono decisa, lui se ne andrà con mia sorella, lascerà qui mia madre e io dovrò trovarmi un posto dove stare, dopodichè venderà la casa. Naturalmente l'ultima casa che ha comprato di là la intesterà a mia sorella (leggi: tu non fai quello che voglio io? Da me non avrai più nulla.)
Adesso, poverino, dovrà andare in banca a chiedere un piccolo prestito per finire di pagare la casa nuova (acquistata nonostante ne abbia già più di qualcuna), perchè ha bisogno di soldi ma io non glieli dò. Certo, io gli avevo solo detto che potevo dargli un po' di soldi ma non tutti, che non mi piace trovarmi letteralmente con il conto corrente a quota cento euro. Se mi capitasse un imprevvisto (come la frizione della macchina che si rompe) e avessi bisogno di soldi, cosa farei? Ma lui deve interpretare tutto a modo suo. Lui è buono, io cattiva.
Poi è venuto a dirmi che io non sono mai a casa e che mia sorella siè lamentata che non la aiuto a prepararsi per l'esame. Mi ha fatto male. Pensavo che almeno mia sorella fosse un po' riconoscente. Usa sempre il mio pc (quando E. le ha prestato il suo fisso dato che il nostro si è rotto), nonostante si sia presa un'intera stanzetta per adibirla a studio, adesso studia in salotto togliendo quel piccolo spazio che mi ero ricavata per me, mi ha chiesto piaceri come trovarle informazioni su internet, fotocopiarle perfino un libro e stamparle cose e l'ho fatto. Mi son svegliata alle sei e mezza del mattino di sabato, invece di dormire beata, per interrogarla. L'ho aiutata a sistemare la tesina. E adesso perchè non sto lì a sua completa disposizione a dettarle le cose o chissà che altro, va a fare la vittima da mio padre.
Ieri sera sono stata davvero male. Ho pianto, ancora adesso sento un peso che mi schiaccia il petto. Mi sono sentita disperata e sola. Se la mia famiglia non ci pensa due volte a disconoscermi perchè non voglio fare la loro schiavetta a tempo pieno,  a me cosa rimane? L'unico punto fisso che ho è E. Ma non è giusto che io mi comporti da bambina e sfoghi sempre su di lui i miei problemi. Ha una età in cui dovrebbe vivere spensierato, gli unici problemi che dovrebbe cercare di rissolvere sono i suoi, non quelli miei.
Perfino i suoi sono disposti ad accogliermi in casa anche se sappiamo benissimo tutti che sarei di troppo. Ci tengono molto a me, questo è avidente. Ma non per questo aprofitterò della loro disponibilità.
E se penso che a parte loro non ho davvero nessun altro, mi sale il panico. Ho una età in cui dovrei camminare da sola da un pezzo. Ma sono cresciuta con una famiglia che mi ha sempre fatto sentire una incapace ed ora ho paura di non potercela fare da sola. Penso che potrei ritrovarmi senza casa, senza soldi, senza E., senza famiglia. E allora cosa potrei fare?
In questo momento sono davvero insicura e ho una paura fottuta. La certezza di avere bisogno di un periodo di distacco dalla mia famiglia non mi rende le cose più semplici. Ma sono stanca di accettare le cose così come stanno perchè è più facile che tirare fuori le palle e combattere.
Scritto da: YsoulY lunedì, 15 giugno 2009 alle ore 09:24 | link | commenti (6) |