Le cose stanno diventando sempre più difficili. Del resto, lo sapevo che questi sarebbero stati mesi pesanti.
Ieri sera mio padre è tornato alla carica.
Mi ha chiesto ancora cosa avevo intenzione di fare ed io gli ho risposto ancora che per adesso volevo rimanere qui. Mi ha detto che allora mi avrebbe lasciato qui mia madre. Al che gli ho detto ancora che io volevo stare da sola.
Mi ha esposto la sua proposta: io li seguo e per un anno sto con loro, guarisco (?) e poi torniamo qui tutti assieme per sistemare la casa. Finito di sistemare la casa, lui potrebbe lasciarmi qui, sempre che io sia guarita.
Mi ha detto che non capisce perchè io ce l'ho con loro e che se non gli spiego qual'è il problema del nostro rapporto, lui non lo può rissolvere. Questa frase mi ha reso ancora più evidente quanto lui non ascolti quello che gli dico. Gli ho spiegato più di una volta che il suo comportamento nei miei confronti mi ferisce, la sua totale mancanza di fiducia, di rispetto e di considerazione. Posso accettare che in tutta la mia vita non mi abbia mai detto "ti voglio bene", ma almeno il rispetto credo di meritarlo. Gli ho detto che non riesco a vivere pensando continuamente che magari appena torno a casa lui se ne esce con una sfuriata per qualche motivo assurdo (tipo che sono una vergogna, leggi pure puttana, perchè la sera torno a casa dopo le undici). Ma lui è sordo ai miei bisogni. Lui pensa solo a realizzare le sue idee, che sono sempre giuste.
Mesi fa, quando gli ho detto chiaro e tondo per la prima volta che non volevo ripartire con loro, mi aveva detto che lui non era d'accordo, ma che se ero decisa mi avrebbe lasciata. Mi aveva anche detto che mi avrebbe lasciato la casa.
Ora le carte in tavola sono cambiate (ha avuto tempo per pensare a come ricattarmi). Lui non concepisce che io sia decisa ad andare per la mia strada. Ieri mi ha detto che se sono decisa, lui se ne andrà con mia sorella, lascerà qui mia madre e io dovrò trovarmi un posto dove stare, dopodichè venderà la casa. Naturalmente l'ultima casa che ha comprato di là la intesterà a mia sorella (leggi: tu non fai quello che voglio io? Da me non avrai più nulla.)
Adesso, poverino, dovrà andare in banca a chiedere un piccolo prestito per finire di pagare la casa nuova (acquistata nonostante ne abbia già più di qualcuna), perchè ha bisogno di soldi ma io non glieli dò. Certo, io gli avevo solo detto che potevo dargli un po' di soldi ma non tutti, che non mi piace trovarmi letteralmente con il conto corrente a quota cento euro. Se mi capitasse un imprevvisto (come la frizione della macchina che si rompe) e avessi bisogno di soldi, cosa farei? Ma lui deve interpretare tutto a modo suo. Lui è buono, io cattiva.
Poi è venuto a dirmi che io non sono mai a casa e che mia sorella siè lamentata che non la aiuto a prepararsi per l'esame. Mi ha fatto male. Pensavo che almeno mia sorella fosse un po' riconoscente. Usa sempre il mio pc (quando E. le ha prestato il suo fisso dato che il nostro si è rotto), nonostante si sia presa un'intera stanzetta per adibirla a studio, adesso studia in salotto togliendo quel piccolo spazio che mi ero ricavata per me, mi ha chiesto piaceri come trovarle informazioni su internet, fotocopiarle perfino un libro e stamparle cose e l'ho fatto. Mi son svegliata alle sei e mezza del mattino di sabato, invece di dormire beata, per interrogarla. L'ho aiutata a sistemare la tesina. E adesso perchè non sto lì a sua completa disposizione a dettarle le cose o chissà che altro, va a fare la vittima da mio padre.
Ieri sera sono stata davvero male. Ho pianto, ancora adesso sento un peso che mi schiaccia il petto. Mi sono sentita disperata e sola. Se la mia famiglia non ci pensa due volte a disconoscermi perchè non voglio fare la loro schiavetta a tempo pieno, a me cosa rimane? L'unico punto fisso che ho è E. Ma non è giusto che io mi comporti da bambina e sfoghi sempre su di lui i miei problemi. Ha una età in cui dovrebbe vivere spensierato, gli unici problemi che dovrebbe cercare di rissolvere sono i suoi, non quelli miei.
Perfino i suoi sono disposti ad accogliermi in casa anche se sappiamo benissimo tutti che sarei di troppo. Ci tengono molto a me, questo è avidente. Ma non per questo aprofitterò della loro disponibilità.
E se penso che a parte loro non ho davvero nessun altro, mi sale il panico. Ho una età in cui dovrei camminare da sola da un pezzo. Ma sono cresciuta con una famiglia che mi ha sempre fatto sentire una incapace ed ora ho paura di non potercela fare da sola. Penso che potrei ritrovarmi senza casa, senza soldi, senza E., senza famiglia. E allora cosa potrei fare?
In questo momento sono davvero insicura e ho una paura fottuta. La certezza di avere bisogno di un periodo di distacco dalla mia famiglia non mi rende le cose più semplici. Ma sono stanca di accettare le cose così come stanno perchè è più facile che tirare fuori le palle e combattere.