Domenica ci sarà un'altra piccola discussione sul tema L'indipendenza di EnY.
Devo comunicare a mio padre la decisione definitiva. Se rimango o li seguo. Oltre a mio padre, naturalmente, qualcun'altro mi ha chiesto se sono sicura della mia scelta. Mi è stato detto di pensarci bene e fare quello che sento sia giusto fare.
Inutile dire che più di una volta mi ha assalita l'ansia e ho pensato che da sola non posso farcela, può capitarmi qualche grossa difficoltà o chissà cosa. E mi sono resa conto che sì, sono paure fondate e che penso tutti abbiano nel momento di fare un passo del genere, ma la maggior parte delle volte l'ansia è stata creata dai discorsi di mio padre.
Non crediate che io non mi sia messa nei suoi panni. Capisco quanto si possa soffrire al pensiero di avere un figlio così distante, la paura che possa succedergli qualcosa. Ma mentre quando lui ne parla ad estranei fa la il padre preoccupato, quando parla con me le sue frasi diventano "sei una irresponsabile, come pensi che io possa lasciarti stare da sola?", "solo io posso farti stare bene, tu non riuscirai mai a guarire da sola.", "cosa pensi, che la vita sia facile? Non ce la farai mai da sola.", "Vedrai quando avrai qualche problema...a chi andrai a chiedere aiuto o consigli?"...il tutto detto con un bel tono che chiarisce quanto io per lui sia incapace di fare qualsiasi cosa senza la sua supervisione.
E sapete quale è la mia paura? Di ritrovarmi a quarant'anni ancora attaccata ai suoi pantaloni con il terrore di avere un minimo di iniziativa perchè sicuramente sbaglierei.
Io voglio poter dire "almeno c'ho provato". Ma più che altro vorrei dire "Ce l'ho fatta, non sono poi così stupida".
E la mia famiglia mi soffoca, purtroppo con loro che mi alitano costantemente sul collo non posso farcela.
Ieri sera, ad esempio, E. ha avuto un piccolo problema a casa. E io, invece che stare con lui fino a quando sarebbe potuto tornare a casa e andare a letto, me ne sono dovuta andare, lasciandolo da solo al parco giochi, un po' incavolato e triste per la situazione. Lui c'è sempre quando io sto male e per una volta che lui ha bisogno di me, io non ci sono, perchè se torno a casa dopo le undici rischio di ritrovarmi con mio padre che mi urla di vergognarmi perchè torno tardi, ect...
Ieri volevo fare una grigliata per cena, da mangiare con mio padre, mia sorella ed E. Ma non ho potuto perchè c'erano gli avanzi da mangiare, perchè mia madre non vuole capire che siamo in quattro, non in venti, e che il mangiare dopo un po' che è cotto fa anche schiffo. A pranzo sono tornata a casa dopo nuoto, il che vuol dire che avevo una fame allucinante ma mi son dovuta mangiare un pomodoro e tre filetti di acciughe sott'olio. L'alternativa? Zucchine e verze cotte, lasciate rigorosamente fuori il frigo ad inacidirsi; cetrioli o verza in insalata, rigorosamente soffocati nell'olio; tre cucchiai di risotto secco del giorno prima; pasta che a guardarla mi veniva male, pasta che ritroverò oggi a pranzo mezza brucciachiata e gommosa. Ed è così ogni giorno. Il tutto da mangiarsi circondata dai piatti sporchi degli altri, sopra il tavolo sporco di bricciole e acqua.
Voglio andare fuori per il weekend? Non posso, guai se dormo fuori una sera.
Voglio initare a casa qualcuno? Dovrei reggere sguardi torvi da mio padre, non si sa perchè, o sopportare mia madre che mentre preparo da mangiare viene a dirmi che sbaglio e di fare così invece di colà.
Mio padre ha fatto il terzo grado a mia sorella l'altro pomeriggio che siamo tornate da 15 minuti di giro in bicicletta intorno a casa.
Mia madre si limita a cucinare per un regimento e lavari i piatti. Non fa altro.
La casa è un porcile. Mia sorella non fa niente perchè deve studiare. Mio padre...lui è pulitissimo come persona ma sia mai che passa anche solo la scopa in cucina.
Io mi ritrovo come ieri a dover mangiare in venti minuti perchè sono andata a nuoto e nonostante il poco tempo, a mettere su la lavatrice.
Poi devo passare ore a stirare. Se passo per terra, tempo due ore e trovo i pezzi di fango attaccati al pavimento. Pulisco il bagno e lo ritrovo sporco uguale il giorno dopo, con il lavandino pieno di capelli, il tappetino fuori la doccia pieno di terra, il water ridotto a un cesso in tutti i sensi.
Quindi, sì. Sono sicura di voler stare per conto mio. E sono convinta che se per qualche motivo mi andrà male, non rimpiangerò tanto facilmente questa decisione.