Sono arrivati da tre giorni e la casa è un porcille (più del solito). La tavola in salotto è colma, non posso appoggiarci nulla; le sedie sono tutte occupate da giacche varie, maglioni, sciarpe...entri in salotto e sembra ci sia una riunione massonica; questa mattina ho messo a posto 3 paia di scarpe di mio padre che erano sparse tra l'entrata e la cucina; il pavimento della cucina ha delle macchie allucinanti (non posto una foto per vergogna). Non è finita qui, ma se continuo mi vien su il nervoso e sto cercando di evitare.
Ieri sera mi è venuto da piangere.
Sono andata dal dentista e (per ora) mi ha fatto un preventivo pari ad una mia busta paga.
Appena uscita E. mi dice di andare direttamente da lui; arrivo e stanno cenando. I suoi gli dicono subito che poteva avvertirli che arrivavo così preparavano anche per me e cominciano a spostare tutto per farmi mangiare ma io gli dico di no (che non mi sembra carino disturbarli se stanno mangiando). E. mi risponde male al che mi siedo sul divano con il mogone in arrivo. La mamma di E. comincia a chiedermi di mio padre e mia sorella, se sono tornati, come sta lei...poi se ne esce fuori il fratellino con domande tipo "Ma dove li trovano tutti i miliardi per viaggiare?" e simile. Insomma, basta. Io starei cercando di non pensarci.
Per fortuna poi mi è passata abbastanza in fretta e il resto della serata è andata bene. E. mi ha coccolata finchè sono stata meglio e mi ha chiesto scusa per la cena.
Continuo a tenere duro, mi concentro su cose belle, quando i pensieri cominciano ad assillarmi ascolto musica e mi ripeto continuamente di essere forte. E finchè questi sono i risultati può anche andare bene. Avere un po' di serenità è quasi un miracolo ma ogni tanto sembra che i miracoli avvengano.